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Angelina, dal call center ai fornelli
La sua ricetta? "Crederci sempre"

Torinese, 34 anni, collezionista (suo malgrado) di lavori precari. Nel 2011 la svolta: è andata a Londra per fare la cuoca. Oggi lavora felicemente in un ristorante italiano e ha pure scritto un libro di ricette

- Saremo pure ingenui, ma una delle poche cose che non si possono negare sono i sogni. Così abbiamo pensato di andare alla ricerca di tutti quegli italiani che non si sono arresi alla crisi, ma hanno saputo rialzarsi e reinventarsi con successo. E ce ne sono. In molti hanno deciso di arrangiarsi trasformando i propri sogni in fonte di reddito. Di necessità virtù, appunto: è il titolo della rubrica di Tgcom24 che parla di chi, nonostante la difficile situazione economica, si è rimboccato le maniche. Se anche tu hai sfidato la crisi e ne sei uscito vincente: scrivi e racconta la tua esperienza.
 
Anche oggi vi raccontiamo un sogno che si è realizzato. La storia è quella di Angela Trovatelli (Angelina per gli amici): torinese, 34 anni, collezionista (suo malgrado) di lavori precari. Prima segretaria di uno studio notarile per un po' di tempo, poi operatrice di un grande call center italiano con il solito contratto in scadenza. Ma al terzo anno le danno il ben serito e la licenziano per colpa della crisi. Così la svolta: è andata a Londra per inseguire il sogno di diventare cuoca. Il salto nel buio nel 2011, oggi ha decisamente qualche certezza in più:  lavora felicemente in un ristorante italiano con una cucina tutta sua, ha migliaia di sostenitori e ha pure scritto un libro di ricette, dal titolo molto "evocativo": Io NON sono a dieta. La sua ricetta?: "Credere fino in fondo nelle proprie qualità".

Angelina, dal call center ai fornelli
La sua ricetta? "Crederci sempre"

Dal call center ai fornelli...perché proprio la cucina per tentare la svolta?
"Cucinare mi è sempre piaciuto. Come tanti di noi sono stati abituati fin da bambini, anche io seguivo le preparazioni fatte in casa dalla mia nonna materna o anche dalla mia mamma, entrambe bravissime cuoche, e da lì è nata la passione per il cibo ed il mondo della gastronomia in generale".
 
La "moda" per i fornelli in Italia è esplosa...come mai sei andata a Londra e non sei rimasta qui?
"Purtroppo in Italia, per colpa della crisi, il call center per il quale ho lavorato per 3 anni ha chiuso. Sono state licenziate un sacco di persone e con esse anche io. Allora mi sono fermata un attimo ed ho pensato: ed ora che faccio? La passione per la cucina mi ha spinto a provare a cercare lavoro come cuoca ma quasi tutti i posti dove sono andata o gli annunci che si trovavano sui giornali o sui siti internet richiedevano l'attestato di scuola alberghiera o anni di esperienza, che io purtroppo non avevo".
 
Come hai imparato a cucinare?
"Quasi tutto quello che so del mio lavoro l'ho imparato principalmente da autodidatta, seguendo programmi tv, leggendo libri, sfogliando riviste, navigando su internet e Youtube ma soprattutto sperimentando, provando e riprovando a cucinare piatti sempre diversi. I "no" non sono stati un problema per me, anzi. Mi hanno incoraggiata ancora di più a non rinunciare ed a provare a cercare di fare quello che mi piaceva fare...ma altrove. Ho deciso di venire a Londra perchè avevo sempre sentito dire che anche se non avevi mai lavorato in una cucina non ti richiedevano nessuna scuola o attestato particolare. Bastava essere bravi ed aver voglia di lavorare. Ed è stato proprio così in effetti. Appena arrivata ho trovato subito lavoro in un famoso ristorante dentro un albergo cinque stelle di Leicester Square. E da lì è iniziata la mia avventura londinese..."
 
Il locale in cui lavori è tuo?
"No, è di Lorenzo, un ragazzo di Roma che si è trasferito anche lui a Londra proprio per aprire questo piccola e graziosissima delicatessen che vende prodotti italiani e cucina prevalentemente piatti tipici, che a volte "rivisitiamo" anche un po', per soddisfare le esigenze di tutti".
 
C'è una clientela precisa per la quale cucini?
No, i clienti sono davvero diversi. Ci sono  arabi, inglesi, italiani, brasiliani, indiani, un po' di tutte le nazionalità. Londra è anche molto bella proprio per questo, per il pot pourrì di culture che si mischiano, anche e soprattutto in cucina, facendo nascere spesso piatti davvero deliziosi.
 
Come ti sei fatta conoscere?
"Il mio blog vero è proprio è quello che è nato su Facebook due anni fa.Mi ricordo ancora come fosse ieri il giorno in cui l'ho aperto. Pioveva, io avevo la giornata libera da lavoro e mi sono resa conto che, andando alla ricerca di blog di cucina interessanti, non ce ne fosse uno che comprendesse di tutto un po', dalla cucina, al fai da te, ai consigli per alcuni acquisti “strambi”, con anche notizie cuoriose da tutto il mondo. Da qui ha preso poi vita il sito internet, angelinaincucina.com, l'account di Twitter, Youtube, Instagram, Pinterest... Ho cercato di crearmi dei contatti andando a "bussare" a siti internet che seguivo da una vita o che mi interessavano particolarmente e sono nate molte collaborazioni, sia con siti inglesi che italiani."
 
Poi è arrivato il anche un libro...
E' il mio primo libro di ricette, “Io NON sono a dieta”. Pensa che è stato fatto tutto "low cost". Una mia amica mi ha fatto le foto, un altro mio amico mi ha suggerito la grafica e me l'ha impaginato...una vera dimostrazione di amicizia ed affetto!"
 
Un vero salto nel buio, lo rifaresti?
"Assolutamente si. Londra mi ha dato e mi sta dando tantissimo. In questa città sono riuscita davvero a trovare la mia felicità, seppur con tantissimi sacrifici e rinunce. Questa esperienza ti apre davvero la mente e ti porta a voler fare ogni giorno sempre qualcosa di diverso. Ho conosciuto tantissime persone da ogni parte del mondo e credo che se fossi rimasta in Italia molte di queste cose non sarebbe stato possibile per me viverle. Quindi sì, lo rifarei al cento per cento".
 
Più sacrifici o più soddisfazioni in questo mestiere?
"Io amo il mio lavoro, mi ha dato un sacco di soddisfazioni ed ancora continua a darmene. Ogni giorno c'è qualche cliente che fa i complimenti su qualche piatto che propongo oppure anche qualche turista in visita dall'Italia che dedica un pochino del suo tempo per venirmi a conoscere in negozio. Questo mi onora tantissimo. La famosa Nigella Lawson poi mi ha addirittura dedicato un tweet per l'uscita del mio libro, e mi ricordo ancora come fosse ieri l'emozione immensa che ho provato. Quindi direi che i sacrifici sono ampiamente stati ripagati da queste piccole ma per me grandissime soddisfazioni quotidiane".
 
Pensi mai di ritornare in Italia?
"Per ora no. Qui ho trovato la mia dimensione e sto davvero bene. Ma nella vita si sa...mai dire mai".
 
Un consiglio a chi vuole o è costretto a reinventarsi…
"Guardarsi dentro e capire cosa davvero si vuole fare nella vita, capire quali sono le vere passioni che si vogliono seguire, per poi tramutarle in lavoro. Credere fino in fondo nelle proprie qualità e possibilità, non mollare mai, anche quando le cose sembrano impossibili da realizzare. Non arrendersi. Le soddisfazioni in questo modo arriveranno sicuramente".

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