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Migranti, piano dʼazione Ue: nuovi fondi allʼItalia e operazioni più veloci

Bruxelles chiede al nostro Paese di preparare un decalogo per le Ong e sollecita maggiore flessibilità nei controlli di sicurezza. Tunisia e Libia creino le loro aree di salvataggio

Il piano d'azione presentato dalla Commissione Ue per alleviare la pressione migratoria sulle coste italiane prevede che gli Stati membri si mobilitino per sostenere i rimpatri dei migranti irregolari e per accelerare i ricollocamenti. Inoltre la Commissione invita i Paesi a dare un maggior apporto al Fondo per l'Africa, per completare il contributo da 2,6 miliardi dal budget europeo, e ad andare avanti sulla riforma del regolamento di Dublino.

Aiuti e indicazioni all'Italia, ma anche ai Paesi del Nord Africa arrivano dal documento che Bruxelles si appresta a varare per gestire l'emergenza, ormai insostenibile, del flusso di migranti che si riversano quotidianamente sulle nostre coste.

L'Italia acceleri sui rimpatri - Bruxelles chiede all'Italia di accelerare sui rimpatri, applicando procedure veloci e avvalendosi dei motivi di inammissibilità. Si raccomanda inoltre di elaborare un elenco nazionale di Paesi di origine sicuri, di emettere decisioni di rimpatrio in contemporanea con quelle sull'asilo, valutando la possibilità di restrizioni in materia di residenza ed evitando di fornire documenti di viaggio ai richiedenti asilo.

Preparare il decalogo per le Ong - Il nostro Paese dovrebbe inoltre preparare, in consultazione con la Commissione e sulla base di un dialogo con le organizzazioni non governative, un codice di condotta per le stesse Ong che effettuano attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale, secondo quanto si legge sul Piano d'azione Ue.

Registrare con urgenza tutti gli eritrei - Al nostro Paese Bruxelles chiede di rispettare gli impegni assunti in materia di ricollocamento, "registrando urgentemente tutti gli eritrei presenti in Italia, centralizzando e standardizzando la procedura, consentendo il trasferimento dei minori non accompagnati". Inoltre si sollecita a "dare prova di maggiore flessibilità nei controlli di sicurezza organizzati a livello bilaterale con altri Stati membri".

Fondi all'Italia per la crisi - In arrivo da Bruxelles per l'Italia ci sono 35 milioni di euro, che serviranno per gestire l'emergenza.

Mobilitare le agenzie Ue per velocizzare le operazioni - si prevede anche una forte mobilitazione delle agnezie Ue (Frontex, Agenzia Easo per l'asilo, la Guardia costiera e di frontiera Ue) per velocizzare il trattamento delle domande d'asilo e le operazioni di rimpatrio per chi non ne ha diritto, e per "esaminare urgentemente le proposte dell'Italia in relazione all'operazione navale congiunta Triton".

Soldi anche alla Libia - Un altro contributo arriva alla Libia, con un progetto da 46 milioni di euro preparato in modo congiunto con l'Italia.

Tunisia e Libia istituiscano aree salvataggio - Bruxelles invita poi Tunisia e Libia a dichiarare le rispettive aree di ricerca e salvataggio (Sar) e a istituire un centro ufficiale di coordinamento e soccorso marittimo. I due Paesi non hanno mai istituito le loro Sar, che servono a delimitare l'area di mare per cui sono competenti per le operazioni di "search and rescue".

Il vicepresidente Timmermans: "Piena solidarietà all'Italia" - Presentando il piano d'azione, il primo vicepresidente Ue Frans Timmermand ha detto di tenersi "in stretto contatto con l'Italia", a cui "mostreremo piena solidarietà, quella che si merita".

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