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Pensioni: le donne prendono 6mila euro in meno, i laureati il doppio

Lʼultimo rapporto dellʼIstat rivela una diminuzione degli assegni di vecchiaia e un aumento del reddito lordo. Le donne sono il 52,9% del totale

Pensioni: le donne prendono 6mila euro in meno, i laureati il doppio

Le donne quando vanno in pensione ricevono mediamente importi annui di circa 6mila euro inferiori a quelli maschili. E' quanto rileva l'Istat, sottolineando che nel 2014 le pensionate rappresentano il 52,9% del totale. L'Istituto di statistica sottolinea poi che il numero dei pensionati è in calo rispetto al 2013: sono 16,3 milioni (-134mila) e percepiscono in media un reddito pensionistico lordo di 17.040 euro (circa 400 euro in più del 2013).

In media gli uomini ricevono una pensione lorda annua di 20.135 euro contro i 14.283 delle donne. D'altra parte, dice il rapporto dell'Istat, "le pensionate che ricevono integrazioni al minimo sono 2,9 milioni, l'81,4% del totale, un numero di oltre quattro volte superiore a quello degli uomini (673mila)".

Assegno medio poco più di 1.100 euro - Il reddito medio pensionistico netto risulta pari a 13.647 euro, circa 1.140 euro mensili secondo quanto si legge nel rapporto sulle "Condizioni di vita dei pensionati". "Tenendo conto di tutti i trattamenti, la metà dei pensionati percepisce meno di 12.532 euro (1.045 euro mensili)", precisa il documento.

Assegno doppio per i laureati - Il grado di istruzione fa la differenza, dicono gli esperti dell'Istat, nelle pensioni. "Se il pensionato possiede un titolo di studio pari alla laurea, il suo reddito lordo pensionistico (circa 2.490 euro mensili) è più che doppio di quello delle persone senza titolo di studio o con al più la licenza elementare (1.130 euro)".

Centomila pensionati in meno - Da rilevare poi che scende ancora il numero dei pensionati in Italia. In termini assoluti, la diminuzione più rilevante si riscontra tra i pensionati di vecchiaia, circa 102mila in meno in un anno, tra il 2013 e il 2014. Segue il calo dei pensionati per invalidità (74mila in meno). Più contenuta invece la diminuzione dei percettori di pensioni indennitarie, mentre sono in aumento i pensionati sociali (+18mila circa) e quelli d'invalidità civile (+22mila). Nel complesso, tra il 2013 e il 2014, il numero di pensionati scende di 134mila, da 16.393.369 del 2013 a 16.259.421 del 2014.

"Negli ultimi due anni, infatti, così come nel biennio precedente, i nuovi pensionati (quelli che hanno iniziato a percepire una pensione tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2014), sono - spiega l'Istat - meno numerosi dei pensionati cessati, quelli cioè che nello stesso periodo hanno cessato di percepire trattamenti (542mila contro 676mila)".

Quanto al reddito, quello lordo è di 17.040 euro, in rialzo di 400 euro circa sull'anno precedente, ma gli assegni dei nuovi pensionati sono mediamente inferiori.

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