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Cultura
8.10.2012

Quel maledetto tenero Bukowski

Una singolare biografia del poeta e soprattutto del padre

foto SportMediaset
Sono le biografie, le storie vere, l’incrocio magico di volontà e destino ad attrarre da sempre coloro che costruiscono graphic novel. Da ultimo ecco arrivare dall’inesausta fucina Coconino una storia disegnata della vita di Charles Bukowski (1920-1994). Poète maudit per eccellenza, sin dal cognome mescolanza di razze e di culture, anello fragile tra il vecchio e il nuovo continente, precursore della contro-cultura underground.

Una lunga vita dispersa, vagabonda, un viaggio notturno nell’oceano tempestoso, con il solo aiuto di una zattera, la scrittura. Una vita in qualche modo esemplare, da cattivo ragazzo e da uomo fallito, alcol in quantità industriale, e sesso sfrenato e disperato. Questo lo stereotipo, s’intende, da cui è difficile se non impossibile uscire. Ci ha invece provato, con apprezzabili risultati Flavio Montelli. Ne è uscita un’opera intrigante, che cerca appunto una nuova prospettiva d’indagine e di racconto. Non solo dunque lo scrittore “maledetto” che racconta di liti coniugali, militari disadattati, incontri con prostitute, sbronze e follie, e bussa ubriaco alle porte di un collegio femminile per dimostrare la sua presunta virilità.

Piuttosto le fragili sequenze biografiche di un uomo a volte confuso e a volte frustrato, di un impiegato postale depresso per la monotonia del suo lavoro che cerca la via di fuga nella pratica notturna della scrittura. Bukowski alle prese con la gioia e la tortura del mestiere di scrivere, Bukowski che finalmente pubblica i suoi primi racconti e sfiora il successo. Bukowski poeta e brillante conferenziere che si diverte a spaventare i benpensanti.

Ma in particolare Montelli si sforza di recuperare l'altra faccia, poco o punto nota, di Bukowski. Cioè quella di un padre tenero e affettuoso con la piccola figlia Marina “che ha il sole dentro più di ogni altra persona”. È questo l’aspetto più sorprendente su cui Montelli si sofferma con affetto. Ne risulta una narrazione dai toni sommessi e affascinanti, in prima persona. Una storia che procede per flash e memorie, fatta di sguardi e dialoghi, silenzi e primi piani sotto il sole e la pioggia di Los Angeles, in pagine dove l’abilità grafica si esprime con un segno morbido e rassicurante.

Flavio Montelli, Goodbye Bukowski, Coconino Press – Fandango, 2012. Pagine 156 per 16 euro

Alberto Brambilla
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