Viaggio breve dei sensi fra caseifici e malghe
© Ufficio stampa
Non è raro perder la testa per i formaggi. Chi ne va matto può capire questa singolare attrazione verso i latticini, e, ora che il freddo è arrivato sul serio, qualche appagante strappo alla regola a base di leccornie casearie ci verrà facilmente perdonata. Allora partiamo diretti verso le Dolomiti, per abbandonarci al Caprino di Cavalese, alla Tosèla di Primiero, al Puzzone di Moena, alla Spressa delle Giudicarie, al Trentingrana, al burro, ai Fior di Malga e agli yogurth più golosi.
© Ufficio stampa
Poi sulla scia di un odore ancora più intenso e altrettanto invitante, ci si addentrerà nella Val di Fassa, la casa natale del Puzzone di Moena: proprio nella culla del patrimonio storico e culturale ladino si produce lo Spretz Tsaorì, per quanto più noto come Puzzone di Moena, di cui il nostro viaggiatore può rifornirsi al Caseificio Sociale di Predazzo e Moena, anche se si consiglia di fermarsi in uno dei ristoranti tipici della zona per gustarlo cucinato al meglio (magari semplicemente con la polenta) e scoprire le sue mille virtù organolettiche. Sediamoci ad esempio al tavolo della Malga Panna a Moena. Sarà un pasto memorabile. Per trascorrere la notte poi la sistemazione più accogliente la troviamo a Campitello di Fassa, è Villa Kofler, un resort realizzato all’insegna della bellezza (www.villakofler.it).