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La cupola sopra Berlino

04 Mag 2004 - 02:57

Il ‘Reichsaggebaude’, ovvero il Palazzo del Reich, venne costruito fra il 1884 e il 1894 su progetto di Paul Wallot. Incendiato nel 1933, ulteriormente danneggiato dalla guerra, venne restaurato in parte fra il 1961 e il 1972.

Nel 1990 ospitò la prima seduta del nuovo parlamento della Germania unificata e cinque anni dopo venne ‘impacchettato’ con un gigantesco telone dall’artista bulgaro Christo. Oggi la sua straordinaria cupola, realizzata durante i lavori di ripristino curati dall’architetto britannico Norman Foster, è uno dei simboli della rinascita di Berlino.
Interessante anche la Charité: il nome venne attribuito nel 1727 al più vecchio ospedale cittadino, sorto diciassette anni prima come lazzaretto. La parte più antica ancora esistente è l’ex sezione per i malati di vaiolo (1836). Gran parte degli edifici, in stile neogotico, risale invece alla fine del secolo scorso, mentre il grattacielo venne costruito fra il 1977 e il 1982.
La fortezza di Spandau, costruita sulla Havelinsel su modello italiano, venne inaugurata nel 1590 dopo trent’anni di lavori. All’interno, la Juliusturm risale al secolo XII. Anche il palazzo, che dal 1960 ospita lo Spandauer Heimatmuseum, è databile intorno al 1220.

Una curiosità di Berlino sono i ponti, addirittura più numerosi che a Venezia. Fra i più importanti c’è il Glienicker Brucke, che collega Berlino a Potsdam e fino al 1990 poteva essere attraversato solo dagli Alleati. La sua celebrità si deve soprattutto agli scambi di spie effettuati dai due blocchi durante la guerra fredda. Lo Jungfernbrucke (il Ponte delle vergini) dal 1798 collega il braccio meridionale della Sprea con la Friedrichsgrat. Mantiene ancora la struttura originale a ponte levatoio. Lo Schlossbrucke venne costruito fra il 1821 e il 1824 su progetto di Schinkel e collega l’Unter den Linden con Schlossplatz. Molto belli i parapetti in ferro battuto, decorati con figure di animali marini e sormontati da otto statue in marmo di Carrara che raffigurano ninfe marine e guerrieri.

Da non trascurare nemmeno due cimiteri storici. Il Dorotheenstaedtischer Friedhof, piccolo e romantico, dal 1762 custodisce le spoglie di artisti, intellettuali e filosofi come Fichte ed Hegel. Si trova presso la casa in cui Bertolt Brecht (che vi è anch’egli sepolto) visse dal 1953 fino alla morte. Nello Judischer Friedhof Weissensee, ovvero il cimitero ebraico, che occupa un’area enorme consacrata nel 1880, sono tumulate circa centoventimila persone. Sorprende il contrasto fra le vecchie lapidi, molto semplici, e alcune pretenziose tombe di famiglia. Gli uomini possono entrare solo se muniti di copricapo, che si può noleggiare presso il custode.