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Il Joker sfida il Cavaliere Oscuro

Cosa separa un videogame da un film?

12 Set 2009 - 14:51

C'è poco da fare: Batman è il supereroe che meglio è sopravvissuto al nuovo millennio. A differenza di altri, è riuscito a trasformarsi, adattandosi ai tempi per risultare fresco e innovativo come nessun altro. Né Superman, né l'Uomo Ragno, neppure gli X-Men hanno la carica intimistica dell'Uomo Pipistrello, che in ogni frangente ricorda al lettore, o spettatore, di essere prima di tutto una persona normale. Non ha super poteri, ha solo una super volontà che affonda le radici nel sangue versato dai suoi genitori, nell'impotenza di averli visti morire. Vuole cambiare Gotham City ma giocando secondo le regole, in un mondo dove ognuno si scrive le sue. E la superiorità di Batman è dimostrata dal fatto che sia trasversale a tutti i media: i fumetti sono interessanti come non mai, al cinema Il Cavaliere Oscuro è il film più visto di sempre. Mancavano solo i videogiochi: lacuna colmata con Arkham Asylum, forse il miglior gioco dell'anno

L'antefatto è tanto semplice quanto sconvolgente: il Joker si è fatto catturare e Batman lo sta portando al manicomio di Arkham, luogo di "cura" e riabilitazione per super criminali e ordinari pazzi. Un arresto che puzza di trappola: infatti l'Uomo Pipistrello, da lì a poco, si trova prigioniero della stessa struttura, completamente in balia della sua nemesi. Da lì in poi comincia una grande avventura che porterà Batman ad affrontare una buona rappresentanza dei suoi più acerrimi nemici, ma anche i suoi stessi incubi, a volte più pericolosi dei trucchi del Joker.

Quello che rende fin dai primi momenti Batman Arkham Asylum straordinario è la capacità creare un mondo assolutamente verosimile, con le sue regole e i suoi meccanismi, tutti coerenti con quello del super eroe. Per prima cosa non si è incorsi nell'errore di scopiazzare gli ultimi due film, ma si è cercato da una parte di dare un taglio più fumettistico, dall'altra mantenere tematiche adulte. Il Joker, così, torna ad essere inquietante, ma meno disturbante della controparte cinematografica interpretata da Heath Ledger: è sempre un pazzo psicopatico, ma con il suo macabro senso dell'umorismo che sfuma un po' la violenza e il sadismo che lo contraddistinguono. Sempre rimanendo in ambito cinematografico, ricorda più il Joker di Jack Nicholson. Anche Batman non è la fotocopia di Cristopher Nolan, ma, sebbene possa ricordarlo nell'aspetto e nelle movenze, ha un personalità scenica ben definita.

Entrando, poi, nel merito del gioco, siamo di fronte a un grandissimo lavoro che ha permesso di renderlo appetibile un po' a tutti. Di base si tratta di una lunga avventura in parte free-roaming, e quindi libera, in parte legata a missioni che di volta in volta vengono imposte al giocatore per proseguire. Proprio questa sua versatilità lo rende piacevole sia a chi vuole fare una capatina veloce nel mondo di Batman (e quindi portare a termine il gioco il più velocemente possibile), sia a chi ama sviscerare ogni segreto, sia ai più accaniti fan, che potranno letteralmente perdere ore ad ammirare l'esagerato dettaglio di ogni ambiente.

Il gioco, poi, mescola abilmente diversi generi: c'è una parte di esplorazione (osservare attentamente le locazioni porta a scoprire centinaia di segreti sotto forma di indovinelli dell'Enigmista), una di azione (i combattimenti sono veloci ma mai banali anche con gli scagnozzi più deboli), una di stealth (a volte occorre eliminare silenziosamente i nemici), una di avventura pura (grazie alla modalità detective occorerà talvolta recuperare indizi dalle scene del crimine in perfetto stile C.S.I.), una di gioco di ruolo (Batman acquista punti esperienza da spendere in potenziamenti), una di collezionismo (centinaia le cose da trovare, dalle registrazioni dei colloqui degli "ospiti" del manicomio fino alle statuette dei protagonisti).

Graficamente il lavoro svolto è stato enorme: il dettaglio dei personaggi, soprattutto quelli principali, è impressionante: basta osservare l'espressione del Joker mentre viene scortato in cella per rimanere a bocca aperta. Anche il sonoro è all'altezza, con musiche a tema che "entrano" in azione al momento giusto, caricando alcune situazioni di una suspance che difficilmente si vede in un videogioco.

Ma questo Batman è più di un videogioco: è la dimostrazione che prendendo un personaggio carismatico e creandogli intorno una struttura adatta, anche i videogame possono aspirare a velleità se non artistiche almeno di intrattenimento "intelligente". Perché nell'Arkham Asylum magari i più distratti passeranno come si attraversa un centro commerciale, facendo shopping distratto qua e là. Ma i più attenti preferiranno soffermarsi come in un museo, dove ogni angolo può riservare delle sorprese. E insegnare qualcosa.