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DL Urbani: il giorno della verità

La norma anti-pirateria passa al Senato

18 Mag 2004 - 09:59

Stretta finale per il decreto Urbani contro la pirateria informatica. Dopo la revisione della Commissione cultura della Camera e l'approvazione della Camera stessa, infatti, il DL è pronto ad affrontare il giudizio del Senato per la sua conversione finale in legge. Molte le proteste soprattutto sul punto incriminato che prevede il carcere per i trasgressori e paragona gli utenti Web che scaricano file illegalmente a dei veri criminali.

Nel mirino dei contrari, rappresentati in Parlamento dai Verdi e dai Radicali, ci sarebbe praticamente l'intero testo firmato da Urbani. "Il decreto contro la pirateria informatica in votazione al Senato è sbagliato, perché criminalizza il singolo utente che scarica contenuti per uso personale e perché rischia di bloccare l'innovazione tecnologica del Paese, rendendo problematico lo sviluppo della banda larga e introducendo il famigerato bollino praticamente su ogni contenuto presente in Rete", ha dichiarato Fiorello Cortiana, Presidente dell'Intergruppo Bicamerale per l'Innovazione Tecnologica.

Una ferma e severa presa di posizione condivisa anche da numerosi utenti Internet, Webmaster, Provider e rappresentanti del mondo universitario. Proteste sfociate in una petizione online che ha raccolto più di 38mila firme contro il decreto antipirateria e ha portato all'elaborazione di oltre 700 emendamenti da presentare in Senato. Ma non è tutto qui. Dalla protesta virtuale, infatti, il popolo della Rete è passato a quella reale  riversandosi nelle piazze di oltre venti città italiane nella giornata di sabato 15 maggio.

Anche l'Adiconsum, l'associazione dei consumatori, si è schierata contro il decreto Urbani auspicando modifiche sostanziali al testo. "Il decreto -si legge in una nota online dell'associazione- con le modifiche approvate alla Camera, irrigidisce le pene previste, fino al carcere, paragonando il singolo consumatore, anche minore, a un qualsiasi delinquente che utilizza la Rete per guadagni illeciti".

La strada scelta dai Verdi contro il DL, dopo aver verificato la disponibilità d'intesa solo sulla definizione cruciale "per trarne profitto" e non anche sugli altri punti caldi del decreto, dunque, punta tutto sull'ostruzionismo. Se si riuscisse a far slittare il provvedimento dopo il 22 maggio, infatti, si supererebbero i tempi prescritti per la conversione del decreto legge. Fuori dal Senato, intanto, grazie al Web è stato convocato un presidio di cybernauti. Stretta finale per il decreto Urbani, l'ultima parola passa ora ai senatori.