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Affitti agli studenti, prezzi giù del 2% per le singole e le doppie ma non dovunque

Il 79,5% delle agenzie ha ricevuto richieste di risoluzione del contratto di locazione, il 65% di riduzione dei costi. Leggero calo degli affitti per le stanze (-2%), ma aumentano in città come Milano, Roma e Napoli

universitari

La pandemia continua a toccare il mercato immobiliare, compresi gli affitti agli studenti universitari fuori sede. Nelle città con offerta accademica, già durante il lockdown il 65% delle richieste di riduzione del canone di affitto pervenute alle varie agenzie riguardava proprio gli immobili affittati da universitari. Molte anche le richieste di risoluzione del contratto, poiché sin dal principio molti studenti hanno potuto contare sulla didattica a distanza e la situazione di forte incertezza li ha spinti a voler tornare nella città di origine, oltre che per ragioni affettive anche e soprattutto per motivi di risparmio economico. Come rilevato da Solo Affitti S.p.A. che ha diffuso i dati e le prospettive del settore, i numeri di quest’anno sono particolarmente interessanti e indicativi del sentimento di migliaia di giovani.     

Più disdette e incertezza - Il 42% delle agenzie ha rilevato una moderata crescita delle disdette inviate ai proprietari dagli studenti durante il lockdown e il 37,5% ha segnalato una forte crescita. Le agenzie interessate dal fenomeno sono state quindi complessivamente il 79,5%, con disdette all’ordine del giorno nella gran parte delle città italiane. Il mercato però, guarda al mese di settembre per capire come evolverà la situazione.

 

Il mercato si trova ora a vivere una situazione di incertezza generale, con la speranza che dai mesi di settembre-ottobre si possa registrare una ripresa sensibile. Se negli anni passati nei mesi estivi (solitamente già da luglio) migliaia di studenti in tutta Italia iniziavano la caccia alla stanza perfetta che li avrebbe accompagnati nel percorso di studi, quest’anno non sembra essersi ancora attivato il mercato. Il 75% delle agenzie ha riscontrato finora un forte calo di richieste da studenti, il 14,6% un calo moderato. Solo l’8,3% dichiara che la situazione sia sostanzialmente stabile.

 

 

I canoni di locazione delle stanze nelle principali città universitarie - La quarantena ha avuto effetti anche sul costo degli affitti di stanze doppie e singole agli studenti, anche se tutto sommato limitati e molto diversificati tra le varie città. La media nazionale (306 euro per una stanza singola, 214 euro  per un posto in stanza doppia) evidenzia una riduzione di circa il 2%, ma in alcune città come Milano, Roma e Napoli, si sono registrati aumenti anche importanti.

 

La città con il maggior incremento percentuale per le stanze doppie è stata Genova (+33%, pari a circa 50 euro), seguita da Napoli (+25%, 48 euro), mentre per le singole l’incremento maggiore è a Rimini (+12%, 45 euro) e Bologna (+10%, 33 euro).

 

Moltissime le città che, al contrario, hanno ridotto il canone di locazione per le stanze affittate agli universitari. Per le doppie, la riduzione percentuale maggiore la avranno gli studenti di Padova (-32%, 80 euro) e Trieste (-13%, 25 euro). Nonostante la maglia nera per quanto riguarda le doppie, Genova fa registrare il maggior calo di costo per le singole (-17%, 50 euro), seconda solo alla città di Modena (-23%, 75 euro).

 

Milano e Roma sono le città in cui il prezzo per gli affitti delle stanze è maggiore. La singola costa mediamente 592 euro a Milano (+3%), 429 euro a Roma (+7%) e 425 euro a Rimini (+12%). Il costo a persona di una doppia, invece, è di 421 euro a Milano (+7% rispetto al 2019), 273 euro a Roma (+6%) e 250€ a Bologna (-7%).

 

Le preferenze degli studenti nella ricerca della stanza in affitto - Come da alcuni anni a questa parte, rimangono di primaria importanza la vicinanza dell’appartamento rispetto alla facoltà frequentata (73%) e la comodità ai mezzi pubblici (60%), oltre alla disponibilità della stanza singola invece che una doppia o una tripla (67%). Molto importante anche l’arredamento di buon livello come fattore di scelta (38%), così come ormai ritenuta imprescindibile per molti la presenza di wi-fi (23%), che, a dire il vero, è sempre più diffusa come dotazione standard.

 

Va rilevato, infine, che l’emergenza sanitaria non ha radicalmente cambiato il rapporto degli studenti rispetto alla ricerca dell’alloggio in affitto. Infatti, a specifica domanda, le agenzie segnalano una crescita dall’anno scorso a quest’anno della ricerca di immobili non condivisi (es: monolocali o bilocali, anziché i classici appartamenti affittati per stanze) di soli 8 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Se lo scorso anno il 20% degli studenti si avvaleva di immobili in cui vivere in maniera totalmente autonoma, quest’anno la quota di studenti che scelgono di non condividere con altri i propri spazi sono saliti solamente al 28%.

 

“Il calo delle richieste era facilmente prevedibile visto il periodo. – Commenta Silvia Spronelli, CEO di Solo Affitti – Questo dato potrebbe, però, essere semplicemente frutto di attendismo: è, infatti, plausibile ipotizzare almeno un parziale recupero a settembre, quando sarà più chiara agli studenti sia la situazione epidemiologica del paese, sia quali modalità didattiche sceglierà per le lezioni ciascun ateneo: se si proseguirà con la didattica a distanza o se si tornerà alle lezioni in aula, se riprenderanno le attività come i laboratori, borse di collaborazione presso gli atenei o se incominceranno i tirocini. Per valutare il reale stato del mercato e la sua eventuale ripresa dovremo aspettare settembre, in concomitanza con i test d’ingresso di diversi corsi di laurea. Nel frattempo, vista l’incertezza, diversi proprietari potrebbero garantirsi un reddito da locazione scegliendo di spostare l’immobile dal mercato degli studenti al target delle famiglie con figli, che ricercano immobili spaziosi e la cui richiesta non manca di certo.”

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