L’iniziativa

Primo soccorso, a Verona formati 21mila studenti con il sostegno di Fondazione Famiglia Rana

"Pillole di Primo Soccorso Peer to Peer” insegna a proteggere e salvare una vita, aiutando anche a radicare fiducia in se stessi e senso di responsabilità

01 Lug 2026 - 16:51
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 © Fondazione Famiglia Rana

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È partito a Verona il format educativo "Pillole di Primo Soccorso Peer to Peer”: si tratta di un modello che trasforma gli studenti da destinatari passivi della formazione a protagonisti attivi del processo educativo. L’iniziativa è basata sull’intuizione che imparare a proteggere e salvare una vita aiuta anche a radicare fiducia in se stessi e senso di responsabilità. È promossa dall'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, che dal 2021 ha costruito una filiera educativa della rianimazione cardiopolmonare: a essere coinvolti finora sono stati oltre 21mila studenti veronesi. Un risultato reso possibile dal sostegno economico della Fondazione Famiglia Rana, che ha creduto nel valore dell’iniziativa.

Il progetto “Pillole di Primo Soccorso Peer to Peer”

 La fase pilota del programma ha coinvolto 5 istituti del territorio veronese, in cui 119 studenti tutor hanno formato 826 compagni più giovani sull’utilizzo del defibrillatore, le manovre di primo soccorso e i comportamenti corretti da adottare nelle situazioni di emergenza. Da questo nucleo iniziale i partecipanti sono poi aumentati fino a superare il traguardo dei ventimila studenti. Il progetto “Pillole Di Primo Soccorso Peer To Peer” si inserisce in un percorso educativo articolato, dedicato a tutte le fasce scolastiche: “Un battito di mani" ha infatti coinvolto 9.632 alunni delle scuole primarie, “Tieni il tempo: la Vita tra le mani" ha formato 7.142 studenti delle scuole secondarie di primo grado sulle manovre di soccorso, mentre “Diamoci una scossa: la rianimazione nella scuola” ha certificato 3.408 ragazzi delle scuole superiori sull’utilizzo del defibrillatore semiautomatico.

Il benessere degli studenti

 Un elemento importante emerge poi dalla ricerca sulla valutazione del benessere psicologico dei giovani coinvolti: i risultati del questionario somministrato agli studenti prima di iniziare il percorso hanno evidenziato una diffusa fragilità emotiva, con livelli di benessere spesso inferiori alle soglie considerate ottimali. Le indagini condotte dopo i percorsi formativi mostrano invece che oltre il 90% degli studenti riferisce un miglioramento del proprio benessere e della crescita personale, mentre più dell'86% dichiara una maggiore percezione di sicurezza e fiducia nelle proprie capacità.

“Un progetto eccezionale”

 “Questo progetto è eccezionale per numerosi motivi: rimette al centro la preziosità della vita, promuove il senso di cura per il prossimo e valorizza la responsabilità personale, ispirando coraggio e spirito di iniziativa. Come padre, come cittadino e come imprenditore, sono felicissimo di essere da anni al fianco dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona per formare sempre più giovani nelle pratiche di primo soccorso”, ha spiegato Gian Luca Rana, Ceo di Pastificio Rana. “Con Fondazione Famiglia Rana condividiamo una visione comune che mette al centro il valore delle relazioni tra persone, generazioni e istituzioni”, ha detto Paolo Petralia, Direttore generale Azienda ospedaliera universitaria integrata Verona. “Prendersi cura degli altri non è solo una competenza tecnica o clinica: è un atto che trasforma chi lo compie. Questo lo vediamo nei giovani studenti, che attraverso la formazione al primo soccorso riscoprono la propria capacità di essere utili, presenti e responsabili”.