Il 9 ottobre si è celebrata la Giornata Mondiale dell’Uovo, e in questa occasione si è tenuto nei giorni scorsi a Bologna l’evento “L’uovo è solo la punta dell’iceberg”, promosso dal Gruppo Eurovo insieme ad ASSOAVI e MSD Animal Health Srl. Si è trattato di un appuntamento dedicato a una filiera importante per il settore agroalimentare italiano: ogni giorno infatti vengono prodotte nel Paese più di 34 milioni di uova al giorno, circa 12 miliardi e mezzo in un anno, per un valore complessivo di circa 3,73 miliardi di euro. Nel corso dell’evento Eurovo ha illustrato le attività che caratterizzano la filiera: dalla preparazione dei mangimi alla gestione e alla cura degli allevamenti, dal controllo della qualità al benessere animale, fino alla selezione e al confezionamento delle uova, alla sgusciatura e alla pastorizzazione.
I temi dell’evento
Nel corso dell’incontro è stato dedicato spazio anche agli impieghi meno conosciuti dell’uovo, e alle prospettive di valorizzazione dei suoi componenti nutrizionali. Si è discusso anche di questioni centrali per il comparto: la tutela della redditività degli allevatori, il sostegno agli investimenti tecnologici, l'aggiornamento del quadro normativo sulle attività agricole connesse e la reciprocità delle regole rispetto alle importazioni dai Paesi terzi. E tra i temi dell’appuntamento ci sono state anche le trasformazioni tecnologiche, tra cui lo sviluppo di metodi di sessaggio in ovo che possono contribuire al miglioramento del benessere animale, ma richiedono investimenti e condizioni economiche adeguate per essere estese lungo la filiera
Le sfide del settore
“Crediamo che il valore dell'uovo non possa essere separato dal lavoro e dalle competenze di tutte le persone e le imprese che contribuiscono a produrlo, trasformarlo e portarlo sulle tavole”, ha detto Silvia Lionello, direttrice Organizzazione e Servizi Generali di Gruppo Eurov. “Per questo riteniamo importante che la filiera abbia una voce riconoscibile e autorevole nel dialogo con le istituzioni e con il mercato. Le sfide che abbiamo davanti, dalla biosicurezza al benessere animale, dall'innovazione alla sostenibilità economica, non possono essere affrontate individualmente: serve una visione condivisa, capace di riconoscere gli investimenti necessari e distribuire il valore lungo tutta la catena”.
