L’evento

Cambiamento climatico e vino, la vendemmia notturna come risposta scientifica

Si è tenuto presso La Vigna di Sarah a Vittorio Veneto un confronto corale con istituzioni, ricerca e impresa vitivinicola sul tema

24 Set 2026 - 14:16
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 © Ufficio stampa

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Si è tenuto presso La Vigna di Sarah a Vittorio Veneto in provincia di Treviso un confronto corale con istituzioni, ricerca e impresa vitivinicola: il convengo, condotto e moderato dalla sommelier e narratrice digitale Adua Villa, ha visto confrontarsi voci chiave della politica, della ricerca enologica e della governance territoriale e comunitaria. Al centro dell’evento la vendemmia notturna, non come rito suggestivo o espediente narrativo ma come scelta agronomica rigorosa, una risposta misurabile al riscaldamento globale e una forma concreta di tutela del lavoro nei campi e della qualità del vino. 

L’evoluzione della vendemmia notturna

 A fare gli onori di casa è stata Sarah Dei Tos, fondatrice de La Vigna di Sarah: “Dodici anni fa la vendemmia notturna è nata a Col de Luna quasi come un rito di festa e di fascinazione per la luna, ma il confronto tra le uve raccolte al buio e quelle diurne ci ha aperto gli occhi: di giorno ormai si lavora anche con 34 gradi, l'uva nei carri tocca i 45 gradi e rischia ossidazioni precoci che richiedono più solforosa e un massiccio impiego di refrigeratori in cantina. Da quattro anni abbiamo quindi esteso la raccolta notturna a tutti i nostri 20 ettari”, ha spiegato.

Il peso del cambiamento climatico

 Diego Tomasi, direttore del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG e ricercatore, ha presentato una fotografia analitica di quanto sta avvenendo: l’annata 2026 ha registrato parametri climatici estremi – con 16 giornate oltre i 35°C e picchi di 37°C – che le proiezioni elaborate con l'Università di Cantabria stimavano solo per il 2040-2045. “La vendemmia notturna è una risposta tecnica vitale: sfrutta il momento di massima escursione termica, tutela la fisiologia del grappolo, abbatte i consumi energetici in cantina e salvaguarda la salute di chi lavora nei campi evitando i picchi proibitivi delle ore diurne”.

“Un modello per il futuro”

 Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale del Veneto, ha dichiarato: “Sarah Dei Tos sta dando una solida veste scientifica a un fatto che rischiava di apparire solo coreografico. Unire la ricerca alla promozione del territorio corona un lavoro di 12 anni e traccia un modello per il futuro”. Mentre Marina Montedoro, presidente dell'Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, ha detto: “Le nostre colline sono un paesaggio culturale ed evolutivo che vive e si trasforma: pratiche identitarie come la vendemmia notturna e manuale dimostrano come la tradizione sappia farsi racconto contemporaneo e volano per un turismo lento e consapevole”.