Ritorna il 10 e 11 novembre alla Stazione Leopolda di Firenze “BTO – Be Travel Onlife”, evento giunto alla sua diciottesima edizione. Quest’anno l’appuntamento è dedicato a “Offbeat Tribes – Fuori dagli schemi, dentro nuove tribù: il turismo degli opposti nell’era dell’AI”. L’evento - promosso da Regione Toscana e Camera di Commercio di Firenze, organizzato da Toscana Promozione Turistica, PromoFirenze e Fondazione Sistema Toscana - è dedicato all’innovazione nel turismo e riunirà imprese, istituzioni, piattaforme tecnologiche, ricercatori e destinazioni internazionali.
I quattro temi del BTO 2026
Il programma di BTO 2026 ruota intorno a quattro temi: il primo è Destination, che analizza la sostenibilità e la gestione dei flussi tra il modello CopenPay in Danimarca, l'attrazione di talenti di Tulsa Remote, le candidature per i custodi naturali delle Faroe, i viaggi di gruppo con WeRoad, il ruolo delle serie TV nell'attrattività delle destinazioni, con Netflix, e le strategie AI contro l'overtourism. C’è poi Digital Strategy & Innovation, che esplora come stiano cambiando le persone, le comunità e le tecnologie legate al turismo: dalle nuove travel tribes e dalle dinamiche di appartenenza analizzate da Mark Earls alle motivazioni di viaggio raccontate attraverso i dati di Expedia e Booking.com. Focus anche sull’evoluzione dei metamotori e della distribuzione turistica nell’era di Google AI Mode, GEO e AI Agent fino alle nuove frontiere della robotica sociale, con i cani robot di OMAI.cloud, e al valore dell’intelligenza umana.
Di cosa si parlerà
E poi tra i temi c’è Food & Wine Tourism, che esplora le sfide dell'enogastronomia tra l'AI agentica di Google e Amadeus che prenota ristoranti e cantine, le 5 "tribù del gusto" della ricerca Garibaldi, la lezione visionaria di Carlin Petrini con Slow Food, il fenomeno virale del cibo a Milano Cortina 2026 e le nuove frontiere dell'enoturismo 4.0 con Donatella Cinelli Colombini e Tiziana Frescobaldi. Infine, l’ultimo dei quattro temi è Hospitality: in questo caso al centro sta il paradosso tra l'adozione dell'AI in hotel (al 98%) e la richiesta del fattore umano da parte dell'89% degli ospiti, tema integrato da un'indagine con Intesa Sanpaolo e ISTAT su 1.000 strutture italiane e dalle stime WTTC sulla carenza globale di personale.
