Queste sono le 24-dico-24 ragazze tra le 1500 che aspiravano a questo concorso...». La folla annuisce..
Le 24-ragazze-24 sfilano. Il conduttore Marco Balestri, affaticato sul palco e in smoking senza cravatta, induce unallegra malinconia; il sindaco Moratti applaude in platea assieme a Spagna e a Emilio Fede; in sottofondo scorrono le immagini dellUmberto Bossi vigoroso del 2002, che premiava la più bella con la «raggiera della Lussía, della Lucia del Manzoni, che veniva tramandata dalle nostre donne padane. Labbiamo comprata a Lecco (la raggiera, non la Lussia, ndr)...». Ecco. Questa immagine -un deja vu sgualcito- ci sè impressa, laltra sera, guardando su Rete4 la finale di Miss Padania dagli Arcimoldi di Milano. Al di là dellaspetto tecnico (traballante come tutte le trasmissioni tv estive), Miss Padania è un programma tristanzuolo e anacronistico, che nulla centra con la naturale evoluzione politica della Lega.
Chi scrive ha seguito, da cronista, le prime edizioni del concorso di bellezza bossiano. Si svolgevano al Teatro Romano (involontario ossimoro: allora Roma era molto più ladrona...) di Verona. Cerano i militanti che facevano la ola, i fischi da sagra, le bellezze con carni sode da risaia e vitigno, lavviluppante odore delle piadine e della polenta anche se, sotto il tappeto dei fazzoletti verdi, non sintravedeva lombra di un barbecue. Era, quella Miss Padania, roba magari ingenua, ma sana, di strapaese, non corrotta dal successo mediatico.
Ora che quella Lega di lotta sè trasformata in Lega di governo, le miss nordiche, le Valkirie dalle valli bergamasche al profondo nordest, si sono trasformate in una brutta copia delle Veline o di Miss Italia (già triste nelloriginale). Che senso hanno, oggi, con una Lega nazionale, le sculettate di Miss sorgente del Monviso, Miss Telepadania, linterpretazioni sdrucite di musical tipo villaggio vacanze? E poi -per dirla padanamente tutta- è plausibile unaspirante padana che di cognome fa Giovanniello e unaltra che viene da Gubbio? Quanti leghisti ci sono a Gubbio? É bagnata dal Po?...
Francesco Specchia
