Raitre, Di Bella nuovo direttore
Prende il posto di Paolo Ruffini
Antonio Di Bella è il nuovo direttore di Raitre. Lo ha deciso il Consiglio d'amministrazione della Rai con otto voti a favore e un contrario, il consigliere Nino Rizzo Nervo. L'ex direttore del Tg3 prende il posto di Paolo Ruffini. Il commento del neodirettore: "E' per me un grande onore poter continuare il lavoro di Paolo Ruffini". Polemico l'ex direttore che fa sapere: "Ci sono cose che si commentano da sole".
Il commento di Di Bella
"E' per me un grande onore poter continuare il lavoro di Paolo Ruffini e del gruppo dirigente di Raitre che ho avuto modo di conoscere e apprezzare nei miei otto anni di direzione al Tg3. Il mio impegno", prosegue Di Bella, "è consolidare i risultati raggiunti, per qualità e ascolti, garantire e sviluppare l'identita' della rete''.
Il commento di Ruffini
"C'e' davvero poco da commentare. Ci sono cose che si commentano da sole. Per me parla il lavoro svolto ogni giorno dalla rete. Un lavoro che e' stato ed e' sotto gli occhi di tutti e che ha onorato il ruolo del servizio pubblico". Paolo Ruffini affida a queste righe il commento sulla sua sostituzione alla direzione di Raitre. Ruffini collaborerà con il Direttore Generale nella definizione e nell'attuazione dell'operazione per il passaggio delle attività editoriali da Raisat a Rai.
Il "no" Rizzo Nervo
"Il 15 dicembre la Terza Rete compira' trent'anni e il Consiglio di amministrazione ha dato il via alle celebrazioni cacciando il suo direttore". Inizia cosi' la dichiarazione critica con cui il consigliere d'amministrazione della Rai Nino Rizzo Nervo spiega il suo voto contrario alla sostituzione di Paolo Ruffini con Antonio Di Bella alla direzione di Raitre. "Non avrei mai immaginato -dice Rizzo Nervo- che la richiesta di epurazione da mesi sollecitata dall'esterno potesse essere accolta con un solo voto contrario. E' come se nel 2002 il Cda avesse approvato, con una maggioranza schiacciante, la cacciata di Enzo Biagi e di Michele Santoro. I risultati di qualita', di ascolti e di economicita' di gestione raggiunti da Paolo Ruffini -sottolinea ancora il consigliere- erano inattaccabili come hanno voluto testimoniare pubblicamente nei giorni scorsi tutti gli artisti, i conduttori, i giornalisti, i registi, gli autori e i dirigenti che con il loro direttore hanno consolidato in questi anni il successo della rete. Ho votato 'no', quindi, con profonda convinzione perche' l'avvicendamento di Ruffini non ha alcuna giustificazione aziendale ed, infatti, ne' il direttore generale ne' il presidente hanno saputo, o potuto, spiegarne i motivi cosi' come non e' stato mai detto quali sono gli obiettivi e il mandato editoriale affidati al nuovo direttore. A tutti coloro che lavorano in azienda oggi arriva un segnale forte ma devastante: il merito ed i risultati non contano nel giudizio di chi guida il servizio pubblico, tant'e' che chi ha ben meritato viene mortificato e messo da parte. Faccio, comunque, i miei auguri ad Antonio Di Bella. Il suo -conclude il consigliere- non sara' un compito facile, ma spero che sapra' difendere la storia di liberta' e l'autonomia di Raitre".
Il "sì" di Van Straten
''Il mio comportamento oggi in consiglio di amministrazione si e' ispirato a due principi: la valorizzazione della professionalita' di Paolo Ruffini e la salvaguardia dell'identita' di Rai Tre''. Lo dice il consigliere d'amministrazione Rai Giorgio Van Straten, commentando il suo voto a favore per la nomina di Antonio Di Bella. ''Per questo, da una parte, mi auguro che Ruffini accetti la proposta che gli e' stata avanzata e che io ritengo seria e importante. I canali digitali - continua il consigliere di area centrosinistra - sono il futuro della televisione e hanno bisogno di una guida forte e capace, quella che lui e' in grado di garantire. Dall'altra, ho ritenuto che il nome di Antonio Di Bella corrispondesse perfettamente alla necessita' di tutelare uno dei capisaldi del servizio pubblico, uno dei pochi spazi rimasti per un'informazione non omologata, per trasmissioni intelligenti e innovative, per l'approfondimento e l'inchiesta giornalistica di qualita'''.
Il monito di Sergio Zavoli
''Non si puo' negare alla Rai il diritto, addirittura il dovere, di esercitare i suoi poteri. Cio' che nella sostituzione del dottor Ruffini e' parso tuttavia esorbitare da criteri giurisdizionali sono stati tre elementi: l'estenuante lentezza della decisione; l'assenza di motivazioni che accreditassero la natura professionale del provvedimento; l'incongrua, nuova collocazione escogitata per giustificare un esito di cui la politica stessa, certo non estranea alla questione, non credo possa menar vanto''. Lo ha detto Sergio Zavoli, Presidente della Commissione parlamentare per l'indirizzo e la vigilanza sui servizi radiotelevisivi. ''Ai riconoscimenti pressoche' unanimi riservati alla qualita' del lavoro svolto dal dottor Ruffini - ha continuato Zavoli - e' nondimeno doveroso aggiungere la persuasione che il dottor Di Bella sapra' portare nel nuovo incarico i meriti acquisiti nel corso della sua carriera. Spero - ha concluso Zavoli - che una ponderata riflessione possa orientare per il meglio le decisioni riguardanti le nomine ancora in sospeso''.
