televisione

Moffa:sono troppo timida per la tv

Si racconta l'ex reginetta di Drive In

16 Dic 2008 - 11:58
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Ha ancora il caschetto biondo alla Raffaella Carrà e, a 51 anni, balla ancora come venticinque anni fa, quando cantava e danzava Zucchero zucchero, la sigla della prima edizione di Drive In. Cristina Moffa era la prima ballerina di quello e di tanti altri programmi comici degli anni Ottanta. Spesso al fianco di Ezio Greggio, è uscita dagli schermi per lavorare dietro le quinte.

Quando si è avvicinata al mondo dello spettacolo?
Ho iniziato a fare danza a 5 anni e non l’ho più lasciata. A 8 anni ho posato per Grazia e Annabella. Iniziai per caso. Una volta era così. Non ci pagavano nemmeno, ci regalavano giocattoli. Ho anche sfilato e mi piaceva. Invece i servizi fotografici che dovevo fare quando ho iniziato a lavorare in tv mi pesavano tantissimo.

Come ha cominciato in tv?
Attraverso il mio patrigno, il regista Giancarlo Nicotra. Mi fece avere un colloquio in Rai dal quale è scaturita una parte come attrice in Ligabue (1977, ndr), uno sceneggiato che ebbe molto successo. La mia interpretazione piacque. Un giornalista scrisse un articolo positivo su di me. Non conosceva nemmeno il mio nome. Io lo rintracciai per ringraziarlo e lui mi fece premiare da alcuni critici televisivi come miglior interprete non protagonista. Di lì iniziai subito a lavorare. Nel 1979 ho fatto uno spettacolo che si chiamava Uffa domani è lunedì all’interno di Domenica In. Poi ho fatto anche teatro, cantavo - anche se ho una voce normalissima - e ballavo. C’è chi mi diceva che potevo fare bene l’attrice, ma a me piaceva ballare.

Il successo più grande è arrivato con Drive In.
Sì. Le uniche donne eravamo io e Carmen Russo. Siamo stati le prime a fare gli stacchetti da 40 secondi.

Quindi siete le antenate delle veline...
Beh sì. Praticamente loro hanno copiato gli stacchetti di Drive In e li hanno fatti diventare gli stacchetti delle veline. Noi però ballavamo veramente, non facevamo le mossette.

Dopo la prima stagione di Drive In lei non venne riconfermata. Perché?
Non lo so e all’epoca non me lo sono chiesta. Avevo già firmato un contratto in esclusiva con Rete 4, che non era ancora di Berlusconi. Drive In per me era come tante altre trasmissioni. Doveva durare pochissime puntate, ma ha avuto successo e quindi si decise di continuare.

Se l’avessero riconfermata?
Ah beh, se mi avessero richiamata certo non avrei detto di no, anche perché mi era piaciuto moltissimo farlo e avevo un bel rapporto con tutti. Con Greggio ancora ci sentiamo.

In tv lei è sempre stata diretta dal suo patrigno. Com’è stato lavorare con lui?
Ti senti psicologicamente protetta, però nello stesso tempo non sei ben vista, perché gli altri pensano che lavori solo perché ti ha fatto lavorare il tuo patrigno, quindi le cose non sono facili: devi dimostrare che sei precisa, che vali. Io ero tranquilla, vivevo per il mio lavoro. Ero l’ultima ad andar via e se una cosa non mi riusciva, riprovavo fino allo sfinimento.

Perché ha lasciato la tv?
Il mio sogno era avere un luogo dove poter fare coreografie. Avrei potuto continuare perché ero giovanissima, ma ho scelto di abbandonare, anche con qualche problema, legato ad alcune esclusive. Volevo far ballare gli altri, insegnare. L’avevo già fatto a 13 anni, quando aiutavo i miei maestri con i bambini. Nel 1990 ho aperto una grande scuola nel cuore di Roma. Da tre anni insegno anche pilates. Sai, per me insegnare è una passione folle, è faticoso, ma mi dà grandi soddisfazioni. Fare la coreografa in tv, invece, mi crea problemi, perché sono timida e insicura.

Eppure ha lavorato molto anche in tv...
Sì, ho fatto Fantastico nel 1997, Su le mani (1996), Per tutta la vita e tanti altri, ma sono due anni che non cerco più questi lavori. L’ultimo è stato La fattoria.

Com’era la tv comica degli anni ’80? Com’è cambiata oggi?
La tv è peggiorata. Gli ascolti sono sempre stati importanti, ma ora determinano la sopravvivenza di un programma. Se fai qualcosa di qualità, ma non hai ascolti non ti salutano più nell’ambiente. Prima, invece, si pensava a fare le cose fatte bene. Io ho fatto Black Out girato tutto in macchina da presa. Era molto avanti. Ebbe successo ma non fu capito da tutti.

Se le dico che gli incontri chiave della sua carriera sono stati Nicotra e Greggio, lei condivide?
Non è che Ezio Greggio mi abbia portato a Drive In, ma è stato esattamente il contrario. Lui ha cominciato a lavorare perché io parlai bene di lui al mio patrigno e poi glielo presentai. Ezio l’ho conosciuto quando presentavo il Cantagiro. Io lavoravo già da qualche anno. Siamo diventati subito amici. E’ stato Nicotra a lanciarlo a La sberla e a volerlo a Drive In, dopodiché Ezio ha continuato per conto suo.

E’ sposata?
Sì, da 12 anni. Lui è un compositore e spesso lo aiuto con i cori. Ho due gemelle di 9 anni che mi hanno cambiato la vita.

Ballano?
Sarebbero superdotate fisicamente al contrario di me, però a una è un maschiaccio e fa judo. L’altra, non so se per farmi contenta, ha iniziato danza classica l’anno scorso.

Ha mai ricevuto richieste per tornare a lavorare in tv davanti alle telecamere?
Quando lavoravo per La fattoria, uno dei direttori di Canale 5 mi ha mostrato i fax che ancora oggi arrivano per me: non ci potevo credere. Mi hanno chiamato come ospite a Quelli che il calcio perché c’era Greggio, ma ho rifiutato. In tv non ci vado, non voglio comparire.

Se dovesse lavorare oggi in tv, a quale programma le piacerebbe partecipare?
Bella domanda. Non so. Mi piacerebbe condurre, magari fare giornalismo… Reality no.

In Italia e non, la tv punta molto sui talent show per ballerini, cantanti e attori, come li giudica?
Amici all’inizio era carino, perché era la prima trasmissione che faceva vedere cos’era la danza. Nel tempo è diventato più reality per inseguire ciò che piace al pubblico, cioè il litigio, la discussione.

In rete qualcuno ha scritto: “Forse la garbata dolcezza di una ragazza capace - inadatta per una tv e un prodotto commerciale - avrebbe messo le ali in un'"altra" televisione”. Che ne pensa?
C’è del vero in questo giudizio. Credo si riagganci al discorso sulla mia timidezza e insicurezza molto forti. Posso dirti che io per adesso sono contenta di quello che ho fatto.

Viviana Pentangelo

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