televisione

V-Day, gli attacchi dei Grillo-fans

Telebestiario di Francesco Specchia

12 Set 2007 - 16:10

Un sollievo. Ci insuffla sollievo sapere che non siamo gli unici a prendere randellate nei denti da parte dei fan di Beppe Grillo. Anche Michele Serra è entrato nel club. Benvenuto Michele. Scusate se entriamo nel personale ma la faccenda merita. Un paio di Telebestiari fa (2/9/ “E se a vaffa… ci andasse Grillo”), pur premettendo l’importanza della crociata di Grillo contro la fedina sporca dei parlamentari, la loro ineleggibilità dopo due mandati e la loro elezione popolare diretta, ci premurammo di osservare che a Grillo qualche minchiatella era scappata.

Soprattutto inveendo contro un morto (Marco Biagi) e contro una legge sul lavoro che non aveva mai letto, il nostro Oliver Cromwell genovese aveva alzato ineducatamente i toni; s’era prodotto in affermazioni palesemente sbagliate (contraddette una per una dal giuslavorista Ichino e mai smentite); e non aveva accettato un lucido contradditorio proprio con Ichino, contraddittorio anticipato peraltro –ci fanno osservare- dal suo blog. Poca roba, intendiamoci.

Una sbavatura, un refolo, una bavetta di lumaca ideologica, rispetto al carisma del Nostro, e alla sua capacità di canalizzare istanze sacrosante (lo sappiamo tutti che la presenza di condannati in via definitiva nel Parlamento italiano –Previti compreso- è un’anomalia etica, indigeribile, fastidiosa al tatto) nelle ragione d’un rabbioso scontento. Quando Grillo massacra –da solo- la tremenda gestione Tronchetti di Telecom è un grande; quando si lancia contro le multinazionali è coraggioso; quando attacca a testa bassa gli sprechi, i partiti e la casta è perfino eroico.

E detto da chi ne segue –come estimatore- dal ’79 le gesta; e che –come cronista- ne ha spesso sostenuto i pensieri; e che è stato tra i primi ad intravvedere (sulle colonne di Libero) l’asse virtuoso Grillo-Di Pietro per le prossime elezioni Regionali del 2009; bè, la cosa è parecchio emblematica. Tornando a bomba. Il V-Day ha riempito le cronache, tv e non. Dopo la pubblicazione del pezzo in cui paventavamo che magari non tutti sono d’accordo coi toni grilleschi (come con quelli leghisti), c’è cascata sulla capoccia una valanga di email.

A parte un paio di sostegno (dei pazzi, sicuramente), il resto della pregevole corrispondenza contemplava un centinaio di “vaffanculo fascista”, “giornalista servo dei padroni”, “togliti i peli neri dalla lingua”, “ se ti incontriamo ti facciamo male”, e altre distinte amenità .Ci siamo slogati il polso sul mouse a furia di rispondere ad una ad una delle letterine (tanto che, da un certo numero in poi, ne abbiamo fatto una risposta standard) e ad incollare, come post scriptum l’intervento di Ichino –giuslavorista di sinistra già bersaglio delle Br- che né Grillo né i suoi fan si sono curati di confutare. Il primo pensiero, di fronte a un attacco tanto violento è stato: oddio, non è che hanno ragione loro?

Ammazza che casino; vuoi vedere che se la prendono con noi perché siamo sporchi fascisti e berlusconiani baciapile e cattolici ipocriti omofobi (che c’entra?) e reazionari di merda e a libro paga dei politici? Il secondo pensiero è stato: oddio, e quando lo siamo diventati? E’ possibile trasformarsi d’un colpo in fascisti, berlusconiani, baciapile, omofobi ecc.., così , d’emblèe senza uno straccio di preavviso? Poi è arrivato Michele Serra. Anche Serra, pur elogiando l’azione di rottura di Grillo, aveva osato criticare su Repubblica i toni un tantino –diciamo?- da Bravehaeart, del comico, a Bologna, imbufalito col mondo, soprattutto con i cazzoni che non erano del tutto d’accordo.

Veramente, Grillo ha parlato di “intellettuali che se la prendono con lui” ; e quindi noi non c’entravamo, ma il clangore delle lance che anelavano al sangue rumoreggiava come nell’assalto delle Termopili. Però il fatto che di ciò Michele Serra si sia lamentato su Repubblica (“Intelligenza e passione sono virtù, rompere gli schemi pure, ma il fanatismo è un vizio tra i peggiori. Anche il Dalai Lama accetta critiche”) ci ha dato sollievo. Michele come fascista, berlusconiano, baciapile omofono non ce lo vediamo proprio. La ferocia dei Grillo-fans è, oggettivamente, democratica.

PS Ad onor del vero, dopo le nostre email di risposta, una decina di persone hanno accettato il dialogo; e con ragionevolezza ci hanno spiegato che non importa se Grillo o altri, se da destra o da sinistra, ma qualcuno deve pur avere il coraggio di cambiare le cose. E’ per queste persone, per il loro coraggio nel rispettare gli altri pur sventolando idee diverse, che il V-Day s’è conquistato il diritto d’avere un seguito.