"Un premio lavorare con la Loren"
Parla la Ferilli, sul set con Sophia
Per Sabrina Ferilli, protagonista con Sophia Loren della fiction di Canale 5 La vita dei santi, "questo film tv è un premio". "Per chi fa questo mestiere", dice l'attrice, "lavorare con Sophia Loren è un punto quasi d'arrivo. Io poi l'ho sempre stimata: è qualcosa di più che un'attrice, è una persona che come altri attori, come Sordi e Mastroianni, ha portato all'estero l'Italia rendendo universali eroi positivi italiani".
"Ho accettato questo film", continua la Ferilli, "perchè oltre all'onore grandissimo di lavorare con la Loren, il mio personaggio mi permette un'aderenza ai miei interessi, che sono sempre rivolti a personaggi vicini alla realtà sociale dell'Italia".
Che cosa l'ha convinta a interpretare Cristina?
Fra le altre cose anche il fatto che fosse la prima volta in cui potevo interpretare un personaggio con una macchia, quella del tradimento. In un periodo in cui tutto si consuma molto velocemente, anche i dolori, mi sembrava importante intepretare qualcosa che spingesse alla riflessione.
Ha avuto timore quando ha iniziato a girare con la Loren?
Essendoci questa forma di venerazione ero molto condizionata, piena di timori e non so se li ho superati ancora perchè l'impatto emotivo è stato grande e certamente non mi sentivo alla pari. Comunque mi sento vicina a Sophia per il tipo di scelte di vita, per aver messo al centro l'eticità e la responsabilità verso il pubblico, ma anche per il temperamento, l'emotività, la determinazione, l'immediatezza e il cuore aperto, senza tanti filtri.
Qual è la differenza fra il cinema d'oggi e quello degli anni di Sophia Loren?
Sicuramente mancano le storie e i registi che abbiano l'urgenza di raccontare un certo tipo di storie. Personalmente non credo di avere grandi possibilità, quel cinema e quelle storie di una volta non ci sono più o magari non hanno più quel fascino. Per fare i film come quelli di Sophia non basterebbero 45 serie di Commesse o di Ali della vita.
Qual è la sua opinione sul trattamento che il corpo delle donne e le donne in generale subiscono in tv?
Quello che vedo io è una grande volgarità, che non è solo il tv, ma in tutti i campi, che siano politici, estetici, sociali non importa. Mi sembra che le vedette della tv siano prese come capro espiatorio di un fenomeno molto più radicato e profondo e preoccupante.
Come riesce a gestire la sua vita privata?
Per chi è appagato nella vita pubblica, avere un privato decente è un terno a lotto. Gli sconquassi sono all'ordine del giorno, gestire i successi e difficile.
Progetti futuri?
Mi dispiace da morire non aver potuto fare la Tosca con Lucio Dalla: mi sono trovata benissimo con lui, ma il progetto è diventato troppo impegnativo. Adesso aspetto l'uscita del film diretto da Luciano Emmer L'acqua...il fuoco e poi interpreterò una commedia cinematografica con la regia di Luca Manfredi, una specie di Guerra dei Roses.
