Alexia: Baudo bacchetta Striscia
"Serviva esordio per la nuova coppia"
"Se ci sono gli estremi si muoverà l'ufficio legale della Rai per tutelare il nome dell'azienda, della giuria e di tutti gli altri". Baudo reagisce così al filmato mostrato da Striscia sulle dichiarazioni dell'avvocato che sostiene di conoscere già da un mese il nome del vincitore del Festival. "L'argomento della prima puntata della nuova gestione Bonolis-Laurenti -sottolinea- è stato usato per l'ingresso in campo dei nuovi presentatori".
La nuova coppia Paolo Bonolis e Luca Laurenti, conduttori al posto di Greggio e Iacchetti, fa uno scoop con le dichiarazione dell'avvocato Ugo Cerruti che il 6 febbraio aveva previsto, al microfono di Jimmy Ghione, la vittoria di Alexia.
L'avvocato ha spiegato di aver depositato già il 9 gennaio presso il notaio Luciano Quaggia il nome della vincitrice. Nell'atto depositato il Cerruti dichiara che: "il vincitore della 53esima edizione del Festival di Sanremo 2003 è già stato individuato nella persona di Alessia Aquilani in arte Alexia e ciò, evidentemente, a prescindere da votazioni sia popolari che di giurie specializzate e in chiara violazione del regolamento".
Come spiega poi a Striscia lo stesso notaio Quaggia, "l'atto è pubblico, con numero di repertorio, registrato il 6 febbraio 2003 al registro dell'Ufficio Atti Pubblici di Milano, può essere verificato da chiunque e se dovessero essercene degli altri del genere è facilmente verificabile". Dice l'avvocato: "in realtà lo sapevo da dicembre, dal 22 o 23 dicembre. Ho incontrato uno degli autori di Alexia che mi ha garantito che tanto Sanremo lo avrebbe vinto lei. Sono rimasto perplesso. Anche perchè la commissione è stata nominata da Baudo, come da regolamento, solo il 9 gennaio. Ho poi saputo altri 5 nomi che sarebbero entrati: tutti regolarmente ammessi. Ho quindi deciso di scrivere una lettera ai vertici della RAI e al Codacons, chiedendo spiegazioni a Gasparri, a Baldassarre, a Saccà, a Del Noce. Nessuno mi ha risposto: a questo punto ho chiamato Striscia". Di fatto il Codacons ha fatto sapere di aver presentato un esposto alle procure della repubblica di Sanremo e Roma, in cui chiede di far luce sul corretto svolgimento del Festival.
Ma sulla kermesse appena conclusa cade un'altra tegola: "Seri accertamenti" sui costi del Festival, vengono chiesti dal sen. Francesco Cossiga in un'interpellanza ai Ministri delle Finanze e delle Comunicazioni. Nel testo dell'interpellanza si legge: "la RAI-TV opera in un regime pubblicistico di monopolio del servizio pubblico radio-televisivo e percepisce vitali sovvenzioni dallo Stato". E chiede "in particolare in relazione agli emolumenti pagati allo stesso (Pippo Baudo, ndr), ai suoi collaboratori nonchè ad alcuni ospiti, in buona parte estranei a quel carattere di manifestazione della cultura nazional-popolare che costituì lo spirito originale del Festival e motivo del suo successo".
Oltre all'interpellanza Francesco Cossiga invia poi una lettera al presidente della commissione di vigilanza, Claudio Petruccioli, sempre per chiedere chiarezza sui costi del festival di Sanremo, "un tempo manifestazione autentica della cultura nazional-popolare, ed oggi decaduta a caricatura dei musical di terz'ordine di periferia di media-piccola citt americana, come dimostra eloquentemente il crollo degli ascolti.
Ma i problemi non sono finiti, Antonio Marziale infatti, presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori, se la prende con il "caso" Alina. "Assurdo e inconcepibile che nessuno, in casa Rai, abbia avvertito il dovere di pronunciarsi sulla partecipazione della dodicenne Alina al Festival di Sanremo".
Per Marziale "il sottoporre una bimba ad uno stress di tale portata stride senza mezzi termini con la natura del Codice di autoregolamentazione. Rinnovo la mia richiesta di censura verso una dinamica televisiva che getti le basi per una revisione delle regole che, sarebbe auspicabile, sin dall'anno prossimo contemplino la partecipazione di gente che ha compiuto i 18 anni d'età".
Iva Zanicchi infine dopo l'attacco a Baudo, a Rai International, reo di averla danneggiata, a suo dire, perchè le giurie erano composte da persone troppo giovani, per votare una sessantenne come lei e di essere stata in qualche modo "neutralizzata" dal conduttore, più tardi modera i toni e precisa: "Baudo è il Festival di Sanremo. Dire che Baudo si deve ritirare è come dire che si deve ritirare il Festival".
