Peter Gabriel va... nel pallone
"Effetti speciali" all'Ariston
dal nostro inviato Domenico Catagnano
Peter Gabriel ce l'ha fatta, riuscirà a salire all'Ariston con il suo Zorb ball, il pallone di plastica trasparente nel quale entrerà per per cantare Growing up, il pezzo di punta del suo album Up. La performance si preannuncia spettacolare, con il cantante che sarà inglobato dal pallone che scenderà dall'alto e quindi si muoverà all'interno dello stesso sul palco dell'Ariston.
"Sarà come tornare nel grembo materno", ha raccontato l'ex Genesis, che con Up sta continuando ad esplorare con la sua musica vie nuove e originali mescolando tradizione e tecnologia.
"Si sta perdendo il senso del passato, delle origini", afferma Gabriel, che con la sua etichetta Real world da tempo si occupa di recuperare musiche e ritmi che affondano le radici nella cultura popolare. E in tal senso il cantante sta recuperando molto della tradizione musicale di quella Sardegna che ama moltissimo (ha prodotto un cd dei Tenores di Bitti) e si appresta a portare avanti altri progetti nel nostro Paese, uno dei quali dedicati alla musica napoletana. In questo ritorno al passato, però, non bisogna chiudere gli occhi davanti alla tecnologia. "Ce n'è di buona e ce n'è di cattiva, il rifiuto a priori di tutto ciò che è nuovo è sbagliato", dice Gabriel.
In tale ottica si legge anche il suo concetto di globalizzazione, intesa come cooperazione internazionale nel senso più ampio possibile, che riguarda tutti noi come facenti parte di un unico cuore pulsante che è la terra.
"Sarebbe bello sentirsi parte di un'unica nazione, temere più un attacco marziano che uno di Saddam Hussein", scherza amaramente Gabriel, che lancia il suo messaggio pacifista scagliandosi contro "la guerra del petrolio", affermando che non c'è pace "quando non si rispettano i diritti degli altri". E non è escluso, che stasera, rimarchi il suo pensiero davanti alla platea del Festival.
