televisione

"Vogliamo contare di più"

Sanremo, la rivolta dei discografici

04 Mag 2004 - 04:01

"Non è una crociata contro Sanremo, ma potremmo anche non fare più il Festival. La musica siamo noi e vogliamo essere più coinvolti dalla Rai dal punto di vista artistico": parola di Piero La Falce, presidente di Universal e vicepresidente della Federazione Industria Musicale Italiana, che  - presentando i dati del mercato discografico del 2002 - si è fatto portavoce delle richieste dei discografici.

"Vorremmo continuare a fare il Festival, ma l'industria discografica deve intervenire in modo più serio nella sua struttura. Noi non portiamo solo un prodotto, noi - sottolinea - siamo la musica e non possiamo aspettare fino all'ultimo le decisioni di una commissione artistica per sapere quali artisti andranno al festival".

Già l'anno scorso i discografici si erano sollevati contro Sanremo e dalla protesta era nato un accordo economico, valido per quest'anno. Ora il secondo passo è questo: farsi ascoltare come controparte, cambiare la struttura dell'organizzazione, entrare nel merito delle scelte artistiche, anche per avere più tempo per preparare il lavoro dell'artista da portare al Festival.

"Oggi, invece - spiega La Falce - fino all' ultimo non si sa quale cantante andrà nella citta' dei fiori. E capita spesso che vengano costruiti, in fretta, album intorno al singolo brano sanremese, o che vengano ristampati, subito dopo Sanremo, cd già usciti, rimpacchettati con il brano festivaliero". Il prossimo Festival, nei desideri dei discografici, dovrebbe "partire il 10 marzo, rimettere in discussione l'impianto e - dice il presidente della Universal - coinvolgere l'industria nelle scelte artistiche": Perchè "noi facciamo ricerca e, con un anno di tempo davanti, potremmo fare meno errori ed essere piu' preparati".

Se le cose rimanessero così, invece, "perchè continuare ad andare a Sanremo?" si domanda La Falce, aggiungendo che, a questo punto, "ci creiamo la nostra manifestazione". "Non è una provocazione, ma una possibilità - precisa - già presa in considerazione lo scorso anno".


Su questi temi, i discografici potrebbero fare richieste precise proprio da Sanremo, come già l'anno scorso, e - annuncia il discografico - "il caso di conflitto tra noi e la Rai sarebbe davvero clamoroso. Non è detto che si continui a fare Sanremo, ne stiamo discutendo tra noi, anche per  arrivare - conclude La Falce - ad avere un peso che ancora non abbiamo. Oggi elemosiniamo e nessuno ci considera".