televisione

"Ho rinunciato al Grande Fratello"

Parla l'auto-escluso Giulio Durini

03 Mag 2004 - 23:41

Giulio Durini, trentasettenne nobile milanese, pittore e grande esperto d'arte, è il primo "auto-escluso" del Grande Fratello. Scelto come concorrente, a pochi giorni dalla partenza del reality show di Canale 5 prevista per il 30 gennaio, Durini ha dato forfait. "Ho rinunciato perché avevo degli impegni di lavoro precedentemente presi", racconta a TGCOM. "Mi è un po' dispiaciuto, sarebbe stata sicuramente un'esperienza interessante".

Gli impegni a cui allude Durini sono alcune importanti commissioni per due sovrani europei di cui svela parzialmente l’identità. "Devo dipingere il ritratto del re di Baviera, nipote di Luigi II di Baviera", spiega, "e di una sovrana europea di cui però non posso dire il nome”.

Conte di Monza, Principe di Fabbrica Durini e marchese di Gorla, Giulio attualmente è il presidente della Fondazione Durini, “una fondazione storica”, dice, “creata da un mio prozio”. Ha studiato storia dell’arte a New York dove contemporaneamente ha frequentato l’Accademia di Belle Arti. Sempre a New York è entrato, come esperto, nel dipartimento di pittura antica in una grande casa d’aste. In seguito ha lasciato gli Stati Uniti “per andare a studiare a Parigi con Patrice De Parcontal, un professore con cui volevo lavorare da sempre”. Dopo nove anni parigini e dopo aver vinto la causa intentata contro gli ex amministratori della Fondazione è tornato in Italia per occuparsene direttamente. Nel suo curriculum anche un periodo di studio alla School of American Ballet, la scuola di Balanchine, uno dei più famosi coreografi americani.

Signor Durini, ci racconti qualcosa della sua mancata partecipazione al Grande Fratello.
Ho avuto due incontri preliminari a Roma con gli autori del programma. Mi hanno fatto tante domande sulla mia vita privata e professionale, sulla mia famiglia e sulla mia vita in generale. Ai colloqui, sempre ripresi da una telecamera, hanno assistito alcuni psicologi che mi hanno chiesto come avrei reagito ad eventuali scherzi che gli altri abitanti avrebbero potuto farmi all’interno della casa o al fatto che, essendo un nobile, gli altri avrebbero potuto bollarmi come snob. Questi colloqui sono avvenuti circa un mese fa. Subito dopo ho avuto degli impegni di lavoro all’estero, prima in Inghilterra e poi in Germania, e al mio ritorno mi hanno contattato per un altro provino. A quel punto ho comunicato la mia rinuncia e, nonostante siano stati dispiaciuti, hanno capito.

Perché ha rifiutato?
Perché avevo degli impegni molto importanti già presi in precedenza. Inoltre non potevo lasciare la Fondazione per un periodo così lungo anche perché dipende tutto da me e invece avrei dovuto delegare ad altri. In più ho avuto pollice verso a Grande Fratello da tutte le persone che mi sono vicine, sia in ambito professionale sia tra i miei amici.

Le è dispiaciuto dover rinunciare?
Un po’ sì perché sarebbe stata un’esperienza interessante. Forse, però, la parte più divertente sarebbe stata tutta quella che veniva dopo.

Significa che le sarebbe piaciuto intraprendere una carriera televisiva?
In passato c’erano stati degli agenti che volevano farmi recitare. Mi ritengo una persona aperta al nuovo, non dico no mai a niente, ma naturalmente dipende da cosa mi propongono. Se mi venisse offerto di fare un talk show sulla storia dell’arte allora perché no. L’importante è comunicare e io penso di avere delle cose da dire, se poi questo avviene tramite la pittura o un'esperienza televisiva, per me non cambia niente.

Ha seguito le prime due edizioni del Grande Fratello?
Pochissimo. Ho visto qualcosa della prima edizione, della seconda praticamente nulla.

Ha rifiutato anche per non compromettere la sua carriera di pittore?
Assolutamente no, non sono un direttore di banca ma un’artista e quindi per definizione mi sento una persona libera. Finché non sei un assassino o uno spacciatore di droga nessuno può giudicarti per quello che fai se lo fai sempre ai limiti della decenza e del buon gusto. La cosa importante è la qualità delle cose che si fanno. Per questo mi impegno come presidente di una Fondazione che ha un grosso impegno nella divulgazione della cultura e che aiuta persone che hanno bisogno attraverso borse di studio per giovani artisti.