Marco Bocci: "Tinto Brass mi scartò"
L'attore di "Squadra Antimafia" racconta un provino a tinte hard fatto agli inizi della carriera
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La star di "Squadra Antimafia 3" e "Romanzo Criminale" si è confessato nell'intervista "Cuore a Cuore" nel corso di Pomeriggio Cinque condotto da Barbara D'Urso. Agli inizi della carriera Marco Bocci ha sostenuto un provino per un film di Tinto Brass. Il protagonista ad un certo punto doveva togliersi le mutande davanti alla telecamera: "L'ho fatto velocemente e diverse volte, ma Tinto non mi ha preso".
"Quello di Tinto Brass è stato uno dei primissimi provini - ha raccontato Marco - io non sapevo in cosa consistesse questo mestiere (dell'attore cinematografico, ndr) ero più esperto di teatro. Avevo un agente allora che cominciava la carriera con me e mi suggerì di fare il provino. Ho pensato 'ci saranno tanti ruoli attorno anche un cameriere per tre battute'. C'era un sacco di gente e mi hanno detto 'togliti i pantaloni e rimani in mutande'. Vado in uno stanzino, tolgo pantaloni camicia e rimango in mutande arrivo e dovevo mimare sopra un materasso un colloquio con una ipotetica ragazza, alzarmi, girare intorno al letto. Arrivato in un angolo della stanza mi dovevo abbassare le mutande, guardare lo specchio, poi voltarmi a favore della macchina da presa e tirare giù le mutande, parlare con la ragazza ed eccitato poi distendermi sul letto. - ha continuato - Immediatamente come dico come ogni volta che debutto a teatro 'chi cavolo me l'ha fatto fare'. Dunque faccio tutte le mosse e al momento di togliere le mutande come un missile finisco sopra sul letto. Brass mi dice 'Marco, va tutto bene fai tutto uguale ma l'ultima parte ti soffermi di più e tiri giù le mutande' e l'ho fatta non so quante volte tutte le volte ma nella stessa maniera". Poi l'attore non è stato preso per il ruolo.
Marco si definisce "smemorato perché non riesco a ricordare le cose memoria a brevissima durata" ed è legatissimo ai genitori e al paese di origine Marsciano in provincia di Perugia da dove è andato via a 21 per trasferirsi a Roma e intraprendere la carriera di attore.
Tra gli aneddoti emersi durante la chiacchierata anche la poca propensione allo studio di Marco che pur di non studiare raccontava ai professori che i genitori lo picchiavano. "Non ho mai avuto molta voglia di studiare alle superiori - ha spiegato il diretto interessato - mancavo sempre io da interrogare per chiudere il quadrimestre. Così ai professori dicevo 'Non sono nelle condizioni giuste per studiare perché i miei genitori si picchiano, mio padre ha picchiato mia madre che è fuggita da casa'. Non avevo calcolato che ci sarebbe stato da lì a poco colloquio con i professori e ci andava sempre mia madre. Così ho raccontato tutto a mia madre e lei è andata nel panico".
Infine le donne: "Sono sempre stato molto timido e non ci ho mai saputo fare con le donne, credo molto nella fatalità nel caso e nel destino ma credo che le cose belle vengano da sole. Ora sono single da poco".
