Conte, tra gioia e polemiche nella storia bianconera
© Italy Photo Press
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Scivolata sull'erba bagnata del Mapei Stadium, fradicio di gioia, con un'esultanza che molti definirebbero "alla Mourinho", ma che è la stessa di quando giocava e segnava gol decisivi. E' questa l'immagine del trionfo di Antonio Conte, innescata dal gol di tacco di Llorente al Sassuolo, è questo il momento in cui il condottiero juventino ha capito di avercela fatta, di aver vinto il terzo scudetto consecutivo, di aver scritto la storia.
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Conte, una storia in bianconero - Il tecnico leccese, a dire il vero, nella storia della Juventus c'era già e aveva anche un ruolo da protagonista (5 scudetti, 4 Supercoppe italiane, 1 Coppa Italia, 1 Champions, 1 Intercontinentale, 1 Coppa uefa, 1 Supercoppa europea, vinti sul campo), ma in questi anni e soprattutto con questo trionfo ha dipinto il capolavoro che lo erge a icona assoluta. Nessuno nella storia moderna juventina era riuscito a vincere tre scudetti di fila: né Trapattoni, suo maestro, che ha dominato con la Juve per un decennio, né Lippi, che però ha il merito di aver vinto la Champions, e neanche Capello, il cui record di punti e di vittorie è stato disintegrato già a tre giornate dal termine (la Juve di Don Fabio fece 91 punti nel 2006).
"Il rumore dei nemici" - E proprio Capello è stato, nel corso della stagione, uno dei protagonisti di quel "rumore dei nemici" di mourinhana memoria da cui Conte ha dichiarato di trarre tanta forza. "Ricordo la Juve di Capello non tanto per il gioco, ma per i due scudetti revocati", ha detto il tecnico pugliese a febbraio. Una bomba che ha riaperto le ferite di Calciopoli, in risposta alle critiche mosse da Don Fabio alla qualità della Serie A e alla decisione di punire i giocatori dopo il pareggio di Verona: già, perchè a differenza di Mourinho, Conte non è (quasi) mai il primo ad attaccare, ma se gli dai uno schiaffo te ne ridà minimo due.
Ne sanno qualcosa anche Benitez e Garcia, principali avversari nella lotta al titolo. Ormai lontano dalla Juve in campionato, il tecnico spagnolo aveva fatto notare che il fatturato dei bianconeri è superiore a quello degli azzurri e che è quindi normale che la Juve sia prima. "Noi sulla squadra abbiamo investito 25 milioni, loro più di 100. Hanno speso in un anno quello che noi abbiamo investito in 3 stagioni. E sono a 17 punti da noi e fuori dall'Europa", la seccata replica di Conte, che non ha risparmiato neanche Garcia, accusato di alimentare la "cultura del sospetto" e di avere una "mentalità provinciale" dopo che il tecnico giallorosso aveva parlato di "aiutini" ai bianconeri.
Assalto alla Champions - La stagione però è finita in modo amaro per Conte, juventino nell'animo, allenatore di giocatori e di tifosi, perchè proprio i tifosi volevano il Double, ma il sogno di conquistare l'Europa League nella finale dello Juventus Stadium si è infranto contro il muro innalzato dal Benfica. L'eliminazione in semifinale, la seconda dopo la cocente delusione di Istanbul, ha evidenziato che questa squadra che domina in Italia non ha ancora una dimensione europea e forse paga anche l'inesperienza a livello internazionale del suo tecnico. L'anno prossimo l'obiettivo sarà la Champions e Conte e la società devono trovare delle alternative al 3-5-2 (servono degli esterni d'attacco), che si è dimostrato inapplicabile fuori dai nostri confini. Il passato insegna: la Coppa delle Coppe vinta dalla Trap-Juve nell'83-84 preparò il felice assalto alla Coppa Campioni della stagione successiva, la finale di Uefa conquistata da Lippi nel '95 preparò la Juve a laurearsi campione d'Europa l'anno dopo.
Il futuro del Conte - Ma siamo sicuri che ci sarà ancora Conte a guidare i bianconeri nella prossima stagione? I tifosi juventini si augurano tutti di sì (come la società, anche se sembra già pronta l'alternativa Klopp), ma la decisione spetta al tecnico. Ancora due settimane di campo e poi verrà il momento della grande decisione: la Juventus propone due rinforzi di qualità per la Champions League, un contratto da cinque milioni a stagione e un ruolo di primo piano nel mercato. Conte sta valutando le possibilità (allettante quella dell'Arsenal), ma se verrà accontentata la sua volontà di rinnovamento con un paio di top player resterà in bianconero, perchè dopo la storia vuole scrivere il mito.