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Qatar 2022, la fascia "One Love" sul braccio della giornalista della Bbc Alex Scott

Il simbolo arcobaleno contro le discriminazioni non viene indossato dai capitani delle nazionali a rischio ammonizione, secondo la decisione della Fifa

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Tgcom24

La fascia arcobaleno One Love contro le discriminazioni scende in campo dei Mondiali Qatar 2022.

Nonostante tutto. Anche in barba al regolamento della Fifa che prevede l'ammonizione dei capitani che la indosseranno, mentre la federazione ne ha autorizzata un'altra ufficiale differente. Così, se Inghilterra, Galles, Belgio, Danimarca, Germania, Olanda e Svizzera hanno rinunciato a quel simbolo a sostegno dei diritti civili per non compromettere in partenza la gara, a mostrarla al braccio durante Inghilterra-Iran è stata la conduttrice dell'emittente televisiva britannica Bbc ed ex calciatrice della nazionale inglese Alex Scott. Da bordo campo, sul prato di Doha, la giornalista si è presentata in diretta con l'emblema della discordia al braccio sinistro. E le immagini hanno fatto il giro del mondo.

La stessa Alex Scott, inviata della Bbc per i Mondiali in Qatar, ha poi diffuso le immagini con la fascia One Love sulla sua pagina Instagram che conta oltre un milione e 700mila follower. La commentatrice sportiva ha iniziato a giocare a calcio da bambina arrivando alla maglia della nazionale inglese, con la quale ha ottenuto un secondo posto agli Europei in Finlandia 2009 e un terzo posto ai Mondiali del Canada del 2015 e infine quella della Nazionale britannica in rappresentanza del Regno Unito alle Olimpiadi di Londra 2012.

 

Qatar 2022, la denuncia di Amnesty International - "Le minacce dell'ultimo minuto di sanzionare i giocatori" dei Mondiali di calcio in Qatar "per aver indossato messaggi a sostegno dei diritti umani e dell'uguaglianza sono l'ultimo esempio del fallimento della Fifa nel sostenere pienamente i propri valori e le proprie responsabilità". Ad affermarlo in una nota è Steve Cockburn, capo Giustizia economica e sociale di Amnesty International, in risposta alle minacce della Fifa di sanzionare i giocatori che intendevano indossare la fascia col cuore arcobaleno e la scritta One Love per mostrare sostegno alla comunità Lgbt.

 

"Lo sport non avviene nel vuoto, e queste sono questioni su cui la Fifa dovrebbe essere all'avanguardia, non reprimere. Accordi sulle fasce per il braccio e migliori protezioni per le comunità Lgbt avrebbero dovuto essere raggiunti molto tempo fa", ha continuato il responsabile Amnesty. "Applaudiamo il coraggio delle squadre e dei giocatori che hanno parlato dei diritti umani e speriamo che continuino a farlo. Tifosi, giocatori e le associazioni calcistiche vogliono garantire che il calcio possa essere un veicolo per promuovere i diritti umani e la Fifa deve prestare attenzione a questi appelli rapidamente. Non deve solo incoraggiare messaggi di uguaglianza, ma anche intraprendere azioni proattive per garantire la protezione delle persone Lgbt", ha sottolineato Cockburn. "E non dimentichiamo i lavoratori migranti che hanno reso possibile il torneo. Devono essere risarciti integralmente per gli indicibili abusi subiti". 

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