Chiellini e Toni, 'eroi' di Modena
Palladino promosso, De Rossi deludente
ITALIA
AMELIA 5,5. Rischia di cedere al sonno, neutralizza quel poco che passa di lì fino al finale un po' troppo convulso.
ODDO 7. E' il più intraprendente degli azzurri, almeno nel primo tempo. Tanti traversoni, quasi tutti abbastanza precisi. Da un suo assolo nasce il vantaggio italiano, propiziato da un intervento maldestro di Benjaminsen. Una prova convincente, nonostante la serata non presentasse insidie di sorta.
CANNAVARO 6. Serata tranquilla, buona per raggiungere quota 113 in azzurro, superare il grande Zoff e mettersi in scia a Paolo Maldini. Gioca senza frenesia e lascia a Chiellini la ribalta, ma non commette errori di sorta e conferma il suo ruolo di leader del reparto difensivo e non solo. DAL 53' BONERA 5,5. Sul gol delle Far Oer ha più di buna responsabilità.
CHIELLINI 7,5. In bianconero ha ricoperto più volte il ruolo di centrale, ormai una sorta di 'must' nell'era Ranieri, ma in Nazionale è una prima assoluta. Non c'è molto da arginare, ma lui si disimpegna senza sbavature particolari. Al 41' piazza l'acuto più memorabile della serata e segna il primo gol della sua esperienza azzurra, tra l'altro con una conclusione di pregevole fattura.
GROSSO 6. Rispetto a Oddo non dà continuità alla propria spinta sulla sinistra, ma riesce a servire il pallone del 2-0 a Toni, anche se con l'ausilio di una serie di bizzarrie della retroguardia delle Far Oer. Non è l'eroe di Berlino, ma le motivazioni non possono essere esattamente le stesse.
PERROTTA 6. Ci prova, ma è il centrocampista più controllato. Non molto da segnalare, se non qualche errore di misura nei passaggi, ma dà ordine e geometria alla squadra: quello che chiedeva Donadoni, giusto per arrivare alla sufficienza.
DE ROSSI 5,5. Non è una bocciatura, bensì un pungolo dovuto. Dopo l'esclusione di Glasgow ci si aspetta una prova d'orgoglio da parte del giallorosso; invece è svogliato e sbaglia troppo. Da rivedere, anche se il futuro della Nazionale passa evidentemente dai suoi piedi e dalla sua classe.
AMBROSINI 6,5. Un tempo a spronare tutti, ricevendo occhiatacce e riscontri poco convinti. La grinta è quella di sempre, ma anche lui in cuor suo sa quanto poco conti la gara di Modena: corre il giusto, non rischia entrate pericolose, sbaglia qualche conclusione. Esce dopo poco meno di un'ora, lasciando spazio a Quagliarella. DAL 59' QUAGLIARELLA 6. Prova qualcosa, ma non è un'Italia che può aiutarlo a rilanciarsi.
PALLADINO 6,5. E' un'occasione per farsi notare in chiave Europeo e lo juventino la sfrutta, per quanto possibile. Intorno a sé non ha gente con il fuoco in corpo, ma lui ce la mette tutta e riesce a mettere in fila buone giocate. A volte esagera, ma si può concedere. Promosso, anche se urge una conferma in una situazione più probante.
TONI 7,5. Modena lo stimola, lo esalta. Lui risponde nel solito modo: timbrando il cartellino nel primo tempo e cercando il bis in varie occasioni. Continua a dare l'impressione che questa Nazionale non possa prescindere dal suo strapotere fisico e dai movimenti diligenti che compie in ogni situazione. Alla metà della ripresa chiede la 'standing ovation' e Donadoni la concede volentieri. DAL 74' GILARDINO SV. Non si vede quasi, ma non può essere giudicato per un quarto d'ora, tra l'altro quello sbagliato.
IAQUINTA 6. E' il meno convincente, pochi acuti e qualche stecca sotto porta. Gioca anche una ventina di minuti nel ruolo prediletto, al centro dellattacco, ma non si vede granché. L'insufficienza è evitata da qualche assist non sfruttato da Toni.
DONADONI 6,5. Mezzo punto in più per il ricordo di Glasgow e perché il compito di tenere in piedi giocatori ormai appagati non è facile da assolvere.
FAR OER (4-3-3): Mikkelsen 6.5; Davidsen 6.5, Benjaminsen 5, J. Jacobsen 5, Hansen 6; Danielsen 5.5, Olsen 6.5, R. Jacobsen 6; Samuelsen 5 (dal 75' Thorleifson sv), C. Jacobsen 7, Holst 6. All.: Olsen 6.5.
