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Donadoni 'chiude' a Totti e Nesta

"Se ci ripensassero? Ci vuole coerenza"

19 Nov 2007 - 15:06

Roberto Donadoni, con la solita pacatezza, affronta nuovamente, per l'ultima volta, l'argomento degli addii azzurri di Totti e Nesta. "Tutto quello che era possibile fare è stato fatto - garantisce il cittì a 'Radio Radio Tv' -. Perché mai dovrei costringerli a tornare in Nazionale se non hanno i giusti stimoli? Sarebbe controproducente. Se cambiassero idea? Li ascolterei, ma certe scelte pretendono coerenza e dignità".

Il biglietto per il viaggio europeo è stretto nella mano destra, agguantato con anticipo e orgoglio sotto il diluvio di Glasgow. Eppure, il volto di Roberto Donadoni non ha subito trasfigurazioni di sorta: era ed è il ritratto di una serenità mai messa davvero alla prova, nemmeno da un inizio azzurro un po' stentato e avventure al limite del sopportabile tra Livorno e via Allegri. Non una ruga in più, non una smorfia quasi compiaciuta a sottolineare una rivincita che di sicuro l'ha gratificato non poco. Nell'immediato dopo gara di Hampden Park, il cittì aveva sottolineato come fossero esagerate le illazioni che lo volevano intento a svuotare le scarpe dalle varie pietruzze accuminate collezionate in un anno e mezzo sulla panchina azzurra. Niente di più falso, stando alla versione dell'interessato, anche se gli antichi fantasmi della sua gestione vanno esorcizzati per l'ultima volta. In un'intervista a 'Radio Radio Tv', Donadoni chiude la porta a ipotetici revival pericolosi.

"Totti e Nesta hanno deciso di non giocare più in Nazionale - afferma il cittì -. Una scelta che può essere discussa quanto si vuole, ma andava e va rispettata. Oltretutto senza affibiare responsabilità al tecnico o alla federazione, senza colpe in questo caso. Tutto quello che era possibile fare è stato fatto quando era il momento e loro hanno confermato la loro scelta. Perché mai devo costringere un giocatore a venire in Nazionale se non ha gli stimoli e la testa per farlo? E' controproducente". Le ultime parole di un capitolo, l'epilogo di un libro. Manca giusto la parola 'fine', ma Donadoni non lascia l'opera monca e, con frasi che pesano come macigni, fa scendere la saracinesca definitiva. "Se ora cambiassero idea? Sono disponibile, ascolto tutti, ma dal punto di vista della dignità uno deve dare una certa immagine e quando si fanno determinate scelte vanno portate avanti - sentenzia l'allenatore azzurro -. E' anche vero che si può tornare indietro, ma certe cose fanno riflettere". Più che sassolini, sembrano pietre.