"Fortunato a giocare all'estero"
Cannavaro: "Spagna controlla ultras"
"In questo momento sono fortunato a giocare fuori dall'Italia". Parole dure quelle di Fabio Cannavaro, capitano della nazionale campione del mondo che non fatica a nascondere il suo malumore sui fatti di domenica. "Gioco in un campionato in cui tutte le domeniche si scende in campo, le famiglie vanno allo stadio e i pochi ultras sono sotto controllo. Le nostre responsabilità? Dobbiamo cambiare i rapporti con i tifosi".
Che Fabio Cannavaro sia un ragazzo fortunato questo era indubbio. Fa il calciatore, è capitano della nazionale campione del mondo e gioca in una delle squadre più forti del pianeta, il Real Madrid. Dopo i fatti di domenica e la giornata di follia pura del nostro calcio, il difensore ha trovato un altro motivo per sentirsi baciato dalla fortuna. "La mia fortuna oggi è non giocare in Italia, ma in un campionato dove tutte le domeniche si scende in campo, le famiglie vanno allo stadio, un arbitro sbaglia e finisce lì. E tifosi fanno solo i tifosi". Parole dure quelle del capitano azzurro, ma che rispecchiano la realtà dei fatti in questo fatto di delinquenti travestiti da tifosi,
Cannavaro, in conferenza stampa a Coverciano, prende lo spunto per chiedere allo Stato di "intervenire molto velocemente" e per una autocritica, ma prima, un ricordo per Gabriele Sandri. "Da parte della squadra voglio portare le condoglianze alla famiglia di Gabriele, morire per andare a vedere una partita di calcio e' assurdo". Poi il Cannavaro-pensiero. "Dobbiamo cambiare il rapporto con gli ultras. Tutti noi giocatori conosciamo tifosi che vanno allo stadio: ecco, diamo troppa importanza a certi personaggi, quelli che quando vinci ti portano in giro, poi però se le cose vanno male ti abbandonano. Alle contestazioni non sfuggi, se le cose non vanno: ma ora è il momento di avere rapporti diversi con la tifoseria".
Cannavaro parla a ruota libera dell'argomento. "Penso ai club, la colpa è la loro: quando ero in Italia, vedevo tanta gente attorno ai ritiri, tifosi da fuori. E allora capiamo chi sono, e isoliamo le frange estreme. Vergognarmi di essere italiano all'estero? No, questo non mi capita, però è difficile quando la tv manda certe immagini, e tutti pensano a noi in quel modo. E non solo del calcio: è l'immagine di una società allo sbando, in cui delle persone fermano una partita e bande per strada assaltano le caserme di polizia. Non sappiamo gestire lo sport più bello, non ne sono capaci le societa' ma anche lo Stato. Si prendano tutti le proprie responsabilità e facciano qualcosa, ma velocissimamente".
Intanto la Nazionale deve preparare la decisiva partita con la Scozia. "Anche in passato siamo venuti da situazioni gravi e siamo riusciti sempre a concentrarci. Situazioni dure, non semplici da gestire, e siamo stati bravi a chiuderci. Sappiamo dell'importanza della partita di sabato, una volta entrati a Coverciano i problemi li abbiamo lasciati fuori dal cancello, quindi non ci faremo condizionare dalle situazioni che sono all'esterno. La Scozia? E' una sorpresa che abbia battuto due volte la Francia, una delle squadre più forti al mondo. Noi però abbiamo ancora due partite e faremo di tutto per andare all'Europeo. Dobbiamo andare in Scozia per giocare bene e vincere. Siamo una squadra che può farlo, quindi andremo lì per cercare di vincere".
