Juve, orgoglio e grinta da vendere
Due rimonte e due successi in extremis
Ranieri l'aveva detto, ripetuto fino alla noia: questa Juventus è una squadra che gioca con il cuore, ha grinta da vendere e non si arrende mai. La rimonta di domenica sera nel big match con l'Inter fa il paio con quella dell'Olimpico di Roma contro i giallorossi. Se si aggiungono le due vittorie arrivate oltre il 90', a Cagliari e nel derby della Mole, i bianconeri confermano il trend voluto dal tecnico della rinascita.
Una volta era la cinica Signora del pallone, riverita e temuta da tutto l'universo pallonaro, quasi 'snob' nell'ostentare la propria 'nobiltà' e la superiorità recitata dall'albo d'oro e dalla storia secolare. Una volta era una Juventus con un po' di 'puzza sotto il naso', insomma, ma talmente concreta da risultare maledettamente perfetta. Calciopoli l'ha cambiata, buttata nel volgo, fatta scendere dal piedistallo e di categoria. Un anno nei viottoli della serie cadetta è qualcosa che lascia segni indelebili, cambia addirittura i connotati, fa scappare amanti buoni per ereditiere d'altri tempi. Adesso c'è Ranieri sullo scranno del 'reggente' e la musica è quella tambureggiante della riscossa, che deve necessariamente partire dall'orgoglio, dalla grinta, dalla fame. E' una Juve che non si risparmia, pronta a lottare fino al novantesimo e oltre, capace di non affondare anche quando la barca bianconera presenta falle che somigliano a danni strutturali.
I numeri danno ragione al tecnico romano, non solo per quanto concerne la classifica ma persino per come i punti sono arrivati. A cominciare da Cagliari, dove la truppa bianconera ha trovato il gol vittoria all'ultimo respiro, dopo una gara tirata e due rimonte subite; per proseguire con il derby della Mole, vinto con un acuto del solito Trezeguet tre minuti oltre il novantesimo. Quattro tasselli del mosaico aggiunti a tempo ormai scaduto, che vanno ad aggiungersi ai due guadagnati restando aggrappati a partite che avevano preso una brutta piega e riagguantando prima la Roma all'Olimpico e quindi l'Inter in casa. Sei punti in più, venuti dal cuore e dal coraggio; dalla voglia di riprendersi quello che una volta era il regno di una Vecchia Signora ingioiellata.
