Scafati rivela le follie di Carter
Beveva vino rosso per scacciare demoni
La Legea Scafati prova a chiudere definitivamente la polemica aperta da Anthony Carter, che aveva definito "terribile" la sua esperienza italiana. Il club sceglie di rispondere con un comunicato nel quale rivela retroscena 'inquietanti' del rapporto con il play statunitense: dai ripetuti forfait agli allenamenti alle abitudini alimentari discutibili. Sembra che Carter bevesse vino durante i pasti per scacciare i demoni.
Una diatriba che assume i toni caustici di accuse che suonano come le barzellette più gettonate, ma che purtroppo corrispondono a verità. Purtroppo soprattutto per la Legea Scafati, finita sulle pagine dei quotidiani sportivi per la stroncatura ricevuta dal suo ex play maker Anthony Carter, solo omonimo della superstar Nba. Lo statunitense aveva descritto in modo catastrofico la propria esperienza nel nostro campionato, riportando resoconti "terribili" (questo il termine usato dall'interessato) di trasferte fantozziane e atteggiamenti dilettanteschi da parte dei vertici della società campana. La risposta del club non si è fatta attendere e, a mezzo comunicato stampa, la Legea ha deciso di rendere pubbliche alcune 'perle' del suo ex giocatore durante il soggiorno italiano.
"Al suo arrivo in Italia - si legge nella nota, decisamente pungente -, la sua prima preoccupazione è stata quella di chiedere se avessimo un aereo di proprietà per andare in trasferta e se ci fossero 'casinò' e/o 'night clubs' nelle immediate vicinanze". Non il miglior modo per iniziare un'esperienza lavorativa, ma nulla a confronto di quanto riportato nel prosieguo del comunicato. "Una volta decise di non venire al PalaMangano per gli allenamenti adducendo la scusa che non riusciva ad accendere il fornello del gas (impianto a gas fornito di bombola di propano in quanto la villa scelta dal signor Carter, rigorosamente in Costiera Amalfitana, era sprovvista, per ovvi motivi tecnico-logistici, di gas di città); una volta decise di auto-esentarsi dalla seduta perché doveva aiutare la moglie nelle faccende di casa; una volta, pur arrivando al palazzetto, decise di non iniziare l'allenamento fino a quando il biglietto di andata e ritorno dagli Stati Uniti, per sua moglie, non fosse cambiato con un biglietto di business class. Il signor Carter dice che l'esperienza scafatese è stata terribile e non possiamo dargli torto se pensiamo che mangiava solo pizza tutti i giorni e che la moglie lo costringeva a bere vino rosso a pranzo e a cena per scacciare i 'demoni' che presumeva volessero impadronirsi del marito e della sua famiglia". La conclusione è degna dei più corrosivi comici in circolazione ed è giusto venga riportata senza alcun commento, essendo indubbiamente l'epilogo più appropriato di questo scambio di colpi a distanza. "In un primo momento siamo rimasti allibiti per la portata delle sue dichiarazioni - scrive l'Ufficio stampa di Scafati -, ma poi ci siamo convinti di come il signor Carter avesse perfettamente ragione, soprattutto nel caso in cui avesse reso tali dichiarazioni immediatamente dopo aver scacciato i 'demoni' all'ora di pranzo...".
