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Mourinho, l'eroe dei panni sporchi

Violò squalifica nascondendosi in cesta

24 Apr 2007 - 16:36

'The Times', alla vigilia del derby inglese di Champions tra Chelsea e Liverpool, rivela un gustoso retroscena europeo di Josè Mourinho. Nel 2005, dopo essere stato squalificato per due turni, il portoghese riuscì ad eludere la sorveglianza degli ufficiali Uefa e a presentarsi negli spogliatoi durante l'intervallo del quarto di finale contro il Bayern. Mourinho arrivò a destinazione nascondendosi in un cesto della biancheria.

Ha rischiato grosso, anche di restare fuori da Stamford Bridge e da tutti gli stadi della Champions per un anno intero. Josè Mourinho è sempre stato sopra le righe, in ogni sua uscita, ma le rivelazioni del 'Times' portano alla luce la sua particolare abilità negli 'ingressi', anche quelli poco ortodossi e illegali. Nel 2005 aveva apostrofato l'arbitro Frisk con epiteti poco 'british', subito dopo la gara degli ottavi di finale con il Barcellona, meritandosi due turni di stop. Dopo il fattaccio del Camp Nou, però, il portoghese non si è rassegnato a dover vivere da spettatore il successivo atto europeo dei suoi e così, utilizzando uno stratagemma piuttosto 'cinematografico', ha scelto di aggirare il divieto e recarsi nello spogliatoio dello Stamford Bridge nell'intervallo del quarto di finale contro il Bayern Monaco.

Nascosto nella cesta della biancheria, accucciato tra asciugamani e chissà cos'altro. E tutto per riservare gli abituali rimbrotti a Lampard, Terry e compagnia. Prima dell'intervallo, Mourinho aveva comunicato con la sua panchina tramite una radio trasmittente e un telefono, mentre si godeva la partita da un televisore nello spogliatoio, in attesa di poter vedere la truppa a metà gara. Gli ufficiali della Uefa non hanno notato nulla, mentre i commentatori sottolinearono l'auricolare nascosta sotto il cappello dell'allenatore in seconda. Così, nella ripresa, le comunicazioni avvennero tramite il preparatore dei portieri, impegnato in una sorta di maratona tra il campo e gli spogliatoi. A Monaco, nel ritorno, pare che la sorveglianza sia stata, ovviamente, molto più serrata e Mourinho si accontentò di far posizionare un altoparlante nella stanza deputata ai suoi e di impartire gli ordini tramite il telefono dell'albergo bavarese. Niente panni sporchi, dunque, ma un'altra trovata degna del tecnico più restio alle regole che l'Inghilterra e, forse, il calcio mondiale ricordi.