sport

Un giorno di ordinaria felicità

Le festa nerazzurra vissuta da dentro

23 Apr 2007 - 12:51
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Quindicesimo scudetto messo in cassaforte. “E’ uno scudetto senza intercettazioni” sottolinea Roberto Mancini all’interno della sala stampa dell’Artemio Franchi di Siena. Prima della gara c’era tensione. I ragazzi erano concentratissimi, la società era serena, ma si aspettava un grande regalo dai propri giocatori. Massimo Moratti ha fatto un salto nell’albergo dove alloggiavano i suoi campioni, per incoraggiarli, per sostenerli e per salutarli. Il presidente si è recato allo stadio dove ha vissuto la giornata più bella da quando è a capo di questa gloriosa squadra. 

 

Una giorno particolare, con i tifosi convinti che la città del palio regalerà il tricolore ai nerazzurri. Materazzi fa esplodere la tifoseria della beneamata e nonostante il pareggio di Negro (era presente anche il 5 maggio), il difensore campione d’Italia e del Mondo mette il terzo sigillo personale in due partite regalando una gioia infinita ai tifosi accorsi da Milano. Quando mancavano pochissimi minuti al termine della gara, Burdisso accompagnato a braccia, dopo il brutto infortunio, e Hernan Crespo, in jeans e polo, si presentano in panchina per festeggiare con i compagni. Triplice fischio di Ayroldi e i giocatori impazziscono. Tutti tranne uno. Marco Materazzi è al centro del campo in attesa di avere il risultato finale di Bergamo. Doni e Zampagna schiacciano la Roma e la festa può avere inizio. Tra i giornalisti subentra l’attimo di panico. I nerazzurri festeggeranno a Milano? Chi dice si, chi dice impossibile, chi da l’appuntamento a San Siro, chi parla del Vigorelli.

 

C’è stata una semplice cena, all’Hotel Melià, dove ho avuto l’onore di presenziare di ritorno dalla toscana, tra giocatori, con rispettive famiglie, allenatore, presidente a alcuni intimi amici che scandivano a gran voce cori di felicità. Grande gioia, tanti abbracci e sorrisi. Mancini, allenatore nerazzurro per le prossime 4 stagioni, era molto composto ma felice, così come il presidente Massimo Moratti. Il pullman scoperto, li stava aspettando all’ingresso. Ibrahimovic, uno scatenato Adriano, bagno di champagne a petto nudo con i tifosi, Maxwell, Materazzi, Maicon, il capitano, Mancini, Stankovic e tutti i neocampioni lo hanno raggiunto, hanno salutato i tifosi, hanno cantato con loro, per poi dirigersi per le vie del centro. Assenti Figo e Vieira che non erano in Italia e Recoba che pare sia rimasto a casa.

 

Una vittoria per Giacinto Facchetti, una vittoria per Peppino Prisco (la curva ha intonato diversi cori per l’Avvocato) e per tutti i nerazzurri che ci hanno lasciato.

 

Christian Recalcati