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"Designatori eletti a casa Carraro"

Ancora accuse da ex dipendente Figc

18 Apr 2007 - 17:38

Ancora accuse sulla legittimità dei designatori degli arbitri in regime di Calciopoli. Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto sarebbero stati nominati "al di fuori delle sedi istituzionali". Lo ha detto Dario Galati il 22 febbraio scorso interrogato dai Carabinieri di Roma in riferimento ai campionati 1999 e 2000. I due sarebbero stati scelti durante una cena a casa di Franco Carraro, all'epoca dei fatti presidente di Lega.

Continuano ad emergere particolari sullo scandalo Calciopoli, quelli che in tutta la prima fase erano rimasti nascosti perché, in parte, ritenuti secondari rispetto all'urgenza di scovare manovre ben più gravi. Dopo la chiusura dell'indagine partenopea con altri particolari a minare la serenità non ancora ritrovata del calcio italiano, emergono nuove situazioni non ancora rese di dominio pubblico. Sotto accusa il sitema arbitrale con riferimento ai campionati 1999 e 2000 e l'illegittimità di Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto all'epoca designatori. Secondo quanto riferito da un ex dipendente della Figc, sentito dai Carabinieri il 22 febbraio scorso, Dario Galati, la scelta dei due avvenne "in sede non istituzionale", cioè in una cena a casa di Carraro all'epoca presidente di Lega. Il regolamento prescriveva che la nomina dei designatori doveva essere fatta dal presidente della Figc (Luciano Nizzola). Al famoso banchetto furono invitate sette società, Milan, Juventus, Inter, Parma, Fiorentina, Roma e Lazio, ma Galati non è a conoscenza dell'eventale presenza di Nizzola.

Altra magagna svelata dall'ex dipendente federale è quella riguardante le designazioni per gli anticipi di serie B, per i quali non sempre si procedeva al sorteggio. "Il giovedì presso la Can si procedeva al sorteggio dell'anticipo della serie B - ha detto ancora - A tale sorteggio generalmente non assisteva nessuno, solo, a volte, un addetto stampa della Figc. Accadeva, contrariamente al regolamento, che il sorteggio non veniva fatto, in quanto il nome mi veniva indicato telefonicamente da Pairetto, e successivamente dalla Fazi, quando quest'ultima assunse rilievo all'interno della Can''. Ed ancora: "Vi era una designazione diretta che Pairetto mi motivava con il fatto che si trattava di una gara d'anticipo, trasmessa in diretta televisiva dai canali a pagamento, e rappresentava una sorta di premio per l'arbitro prescelto''. Insomma, una gestione personalissima e non rispettosa di alcuna norma federale.