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Juve,annus horribilis da cancellare

Retrocessione e le lacrime per i lutti

27 Dic 2006 - 23:34

Un anno che alla Juve vorrebbero cancellare dagli annali. Il 2006 per i bianconeri ha riservato esclusivamente dolori non solo per le vicende calcistiche, ma soprattutto per quelle umane. Dopo l'estate di Calciopoli, culminata con la retrocessione e il nuovo corso dirigenziale, c'è stata prima l'ansia per Pessotto, poi le lacrime per la scomparsa del magazziniere Romeo e per la tragica morte dei giovani Neri e Ferramosca.

In genere nella vita le gioie dovrebbero compensare i dolori. Il tutto dovrebbe avvenire in maniera equilibrata, ma alla Juventus ciò non è accaduto nel 2006. E' successo invece che gli innumerevoli successi passati, Scudetti e Coppe conquisate fossero compensati, in una sorta di cammino inverso, dal periodo più buio della storia dei bianconeri culminato nella revoca del titolo di Campione d'Italia 2005/06, con conseguente retrocessione in B e lo sfaldamento della vecchia dirigenza a vantaggio della nuova che ha, tuttavia, dovuto cedere campioni del calibro di Cannavaro, Zambrotta e Thuram. Non solo le vicende calcistiche sono state le protagoniste di un anno amaro per la Juventus, anzi, soprattutto i drammi umani che hanno colpito la famiglia juventina sono quelli più difficili da digerire perché se ad una caduta sportiva si trova rimedio e si può trarre nuova forza, dalla morte non c'è scampo o quasi.

Se l'è cavata Gianluca Pessotto dopo il tragico volo dalla finestra della sede bianconera, non c'è l'ha fatta invece il massaggiatore di una vita Romeo che ha dovuto arrendersi ad una brutta malattia. E per concludere il più nero degli anni della Signora la morte inenarrabile dei giovani calciatori Riccardo Neri ed Alessio Ferramosca inghiottiti da quel maledetto laghetto di Vinovo. Tanti motivi per cancellare la stagione orribile, ma altrettanti per mantenere viva la memoria di alcuni che hanno dato la vita per amore di quei colori.