Test Dna, Bettini contro Basso
"Se me lo chiedono, pronto a smettere"
Paolo Bettini risponde a muso duro a chi gli chiede se sarebbe disposto a sottoporsi ai test del Dna: "Se me lo chiedono potrei anche smettere di correre - ammette il campione del mondo - fanno bene a chiederlo a quei corridori ai quali trovano sacche di sangue nelle loro abitazioni, altrimenti è una misura che non serve all'antidoping". Ce n'è anche per Basso: "Era contrario anche lui, poi ha cambiato idea".
Paolo Bettini torna a parlare della vicenda doping e dell'idea di sottoporsi a un test di dna per incrementarne la lotta. Il corridore toscano è convinto che non sia una cosa necessaria, in certe questioni, in particolare su quei corridori sospetti e vittime in inchieste giudiziarie come è successo in Spagna con l'Operacion Puerto. Bettini ha poi attaccato il collega Ivan Basso, che ha dato la sua disponibilità a far conoscere il proprio dna. ''Perchè Basso non si è detto favorevole a consegnare il dna mentre era in corso l'inchiesta spagnola sul doping? Lo ha fatto solo dopo aver firmato con la Discovery e dopo aver saputo che la Guardia Civil non avrebbe consegnato le sacche di sangue in suo possesso - ha detto il campione olimpico alla consegna del premio Giglio d'Oro.
Il neo campione del mondo ha poi ricordato un retroscena sulla vicenda dna che ha protagonisti proprio lui e Ivan Basso. ''Ad ottobre, quando dichiarai di essere contrario all'esame del dna, il primo messaggio sul telefonino l'ho ricevuto da Ivan Basso. Mi faceva i complimenti per la posizione assunta: dopo venti giorni ha cambiato idea e ha dato il suo assenso al test...''.
