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Zamparo: "Giocate erano le mie"

"Borrelli? Ci parlerei volentieri"

05 Dic 2006 - 14:59

"Ho giocato per conto mio" ha affermato Armando Zamparo, l'edicolante di Udine il cui nome è stato associato al giro di scommesse nel calcio che ha visto coinvolti 21 giocatori di A e B. "Quei calciatori li ho conosciuti, ma ne conosco almeno più di altri 200 che hanno giocato a calcio e che sono passati dall'edicola - ha rivelato a affaritaliani.it. - Le puntate erano mie. Borrelli? Se succedesse ci parlerei volentieri".

Ecco la resa dei conti. Tutto è andato avanti mesi con soffiate a mezza voce, spifferi da palazzi di giustizia, caricature forzate di una verità che sembrava, poteva, doveva essere peggio di quanto trapelasse. Adesso ci sono ventun nomi ventuno e un altro, Armando Zamparo, che col calcio c'entra poco o nulla, ma pare fosse, stando alle pubblicazioni dell'indagine del pm Del Giudice, l'"allibratore" di chi col calcio c'entrava, eccome. Soldi, assegni in bianco, puuntate sulla fiducia e chi più ne ha più ne metta. Ma in quell'edicola di Piazza Matteotti a Udine, secondo la testimonianza del proprietario, non succedeva niente di strano. Certo, la parola "strano" ha significati soggettivi e tutto è relativo a chi la pronuncia e a quali sono i suoi parametri di "stranezza".

"Non c'è niente di nuovo rispetto a quello che sapevo - rivela Zamparo ad 'affaritaliani.it' -. L'edicola è in centro quindi, bene o male, ci passano tutti, giocatori e non. Conosco i ventun giocatori i cui nomi sono stati pubblicati, ma conosco almeno più di altri duecento che hanno giocato a calcio, che sono passati all'edicola, con cui ho bevuto un caffè". Conoscenza è una cosa, gli si fa notare, scommesse forti e poco corrette, visto il clamoroso conflitto d'interesse, è tutt'altra. "Mi parlavano del calcio. Non delle scommesse", si affretta a chiarire l'edicolante. "Come c'è gente che va al Casinò, che gioca al Lotto, al Gratta e vinci, probabilmente, qualcuno aveva anche la passione per le scommesse - spiega Zamparo -; anche se non sono a conoscenza di tutto ciò. Io referente per Eurobet? Con loro gioco per conto mio da vent'anni senza aver bisogno dei calciatori...". Si è parlato di un rapporto fiduciario molto particolare con alcuni artisti della pedata col vizio del gioco. Si è parlato di assegni in bianco. "Non mi risulta - dice -. Le chiavi di casa magari sì, perché abitavano qua vicino e quindi se veniva un idraulico... Come quando si lascia un doppione a un fratello, a un amico, a un parente, insomma. Essendo soli approfittavano anche della mia disponibilità, visto che sono qua quasi 24 ore su 24 dalle 5 di mattina fino alle 20".

E ora? L'Ufficio Indagini desidererà avere lumi su questa vicenda. "E' da oltre due anni che va avanti questa storia - attacca Zamparo -, ma non sono mai stato sentito da nessuno. Aspetto che finiscano queste indagini per poi essere ascoltato. Non è che abbia una strategia difensiva in particolare. Amo le scommesse, le ho sempre amate e le ho sempre fatte. Pian piano sono diventate legali anche in Italia. Probabilmente accadrà che tra qualche mese sarò titolare di un'agenzia Eurobet.it e sarò indagato per scommesse clandestine". Ma non affibiategli giocate che non gli competono. "Ho giocato per conto mio - garantisce -. I calciatori li ho conosciuti, li ho frequentati, siamo andati al Casinò insieme. Le puntate però erano mie. Mi interpellavano per consigli. Cercavo di far capire alcuni parametri tecnici. Borrelli? Personalmente non lo conosco, però per la sua lunga carriera mi sembra che sia una persona della quale ci si possa fidare. Se dovesse succedere ci parlerei volentieri". Niente di più facile.