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Amnistia, la politica si spacca

D'Alema: "Bisogna fare pulizia"

11 Lug 2006 - 13:11

Con la vittoria del Mondiale ritorna d'attualità la questione dell'amnistia sulla vicenda di "Calciopoli". Il fronte politico è spaccato e nei confronti del ministro Clemente Mastella che aveva parlato di un "atto di clemenza", si levano le voci a favore e contro. Il vice premier D'Alema citando Gattuso dice: "Non può finire a tarallucci e vino" come contrari al colpo di spugna sono anche Alleanza Nazionale e Lega.

Amnistia si o amnistia no, il dibattito è aperto all'indomani della conquista della Coppa del Mondo da parte della nazionale azzurra. Il tormentone su un "atto di clemenza" auspicato dal Ministro della Giustizia Clemente Mastella nei confronti della vicenda su "Calciopoli" ha aperto una discussione serrata nella politica italiana. Un dibattito che non fa distinzioni di fazioni e partiti e che attraversa trasversalmente tutta la politica italiana con nuove ed in attese alleanze in relazione al "perdono" eventualmente da attribuire ai coinvolti nella vicenda. E se da una parte Mastella ha precisato di non aver mai chiesto l'amnistia, ma di aver soltanto auspicato un diverso modo di giudicare, sono molti i politici che si sono interessati all'argomento a partire dal vice premier Massimo D'Alema che ha sposato la linea-Gattuso del "Non può finire a tarallucci e vino",  perchè ha dichiarato: "C'è bisogno di fare pulizia, di stabilire torti e ragioni per restituire credibilità allo sport". Totalmente contrari al cosiddetto "colpo di spugna" anche Lega e An mentre il ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero è perentorio: "Una pirlata".

Dello stesso avviso l'ex guardasigilli leghista Roberto Castelli che ha parlato di un "atto sbagliato" e Maurizio Gasparri che ha ribadito la necessità di non apportare "Nessun colpo di spugna". Così come si sono schierati contro l'ipotesi di perdono anche il sottosegretario allo sport Giovanni Lolli secondo cui "è inaccettabile il tentativo di strumentalizzare la vittoria", mentre le voci dei "pro-amnistia" partono da quella di Piero Fassino: "Da tifoso invoco la clemenza dei giudici". Inoltre, il punto di vista dei "possibilisti" si basa sul principio che "i tifosi non devono pagare per le colpe dei dirigenti", punto di vista che Guido Crosetto di Forza Italia sintetizza così: "La legge colpisca i dirigenti responsabili ma lasci agli italiani la possibilità di sognare con i loro campioni e le loro squadre". Nell'82 lo scandalo calcio finì con un "perdono", ma questa volta l'impressione è che un'amnistia potrebbe rappresentare una macchia sull'impresa ottenuta dagli azzurri in campo.