Gigi Buffon si è recato nella mattinata di sabato alla Procura di Torino per essere interrogato dal pubblico ministero Giancarlo Avenati Bassi sulla vicenda delle scommesse. Il portiere, accompagnato dal suo avvocato Luigi Chiappero, ha esposto la sua versione sulle presunte scommesse: "E' vero ho fatto scommesse ma solo dove si poteva e ho smesso nell'autunno 2005 quando ciò è stato vietato a noi calciatori".
Dunque come ipotizzato a più riprese Gianluigi Buffon ha fretta di fare chiarezza sulla propria posizione nello scandalo scommesse con la volontà di dimostrare di essere estraneo alla faccenda in modo da non mettere a rischio la sua partecipazione ai Mondiali. Ed infatti il giocatore, non presente questa mattina all'allenamento della sua squadra, è stato ascoltato dal Procuratore di Torino Marcello Maddalena e dal pm Giancarlo Avenati Bassi al palazzo di giustizia.
Buffon ha confermato di aver effettuato alcune scommesse ma ha precisato che di averlo fatto sempre in conformità al regolamento dei calciatori e solo per le gare e discipline per cui era possibile farlo: "E' vero - ha detto il portiere bianconero - Ho fatto scommesse, ma solo dove si poteva fare. Dall'autunno 2005 non ho più fatto nulla perchè era vietato". Buffon aveva al suo fianco l'avvocato Luigi Chiappero e ha ribadito: "Ho sempre rispettato le normative, sia quelle penali che disciplinari. Ho giocato sul calcio straniero e altre discipline perchè in Italia non era possibile farlo." Ed infine: "Ma quando non è stato più possibile scommettere per noi giocatori, ho immediatamente smesso. Era l'autunno del 2005. Sono pulito, voglio andare ai Mondiali".
Inoltre dall'interrogatorio è emerso che Gianluigi Buffon aveva una username e una password per fare le scommesse direttamente con il proprio computer. Il denaro per le giocate era stato accreditato su più siti specializzati da un amico di Parma per evitare di fare comparire direttamente il nome del giocatore.
