Nuovo interrogatorio nell'ambito dell'inchiesta aperta dai pm genovesi Alberto Lari e Giovanni Arena. Questa volta ad essere sentito come persona informata sui fatti è stato il giocatore della Lazio Paolo Di Canio. Il filone d'inchiesta è lo stesso da cui è partita l'indagine sul presunto accordo illecito tra Genoa e Venezia. Secondo gli inquirenti, attorno a un commerciante di Nervi ruoterebbe un giro di scommesse clandestine.
Il colloquio si è svolto nella caserma dei carabinieri di Forte San Giuliano. Il filone di indagine è lo stesso per il quale nei giorni scorsi erano stati interrogati i giocatori della Sampdoria Francesco Flachi e Moris Carrozzieri, il secondo portiere del Genoa Massimo Gazzoli ed il commerciante di Nervi Francesco Sanfilippo. Proprio quest'ultimo, stando a quanto ipotizzato dagli inquirenti, sarebbe il personaggio attorno al quale ruoterebbe il giro di scommesse clandestine, creatosi grazie alla rete di amicizie di Sanfilippo con molti giocatori, in particolare della Sampdoria.
Il giocatore più tardi ha chiarito i motivi della convocazione. "Sono andato lì - ha affermato il giocatore - perché sono stato chiamato in causa quale persona informata dei fatti. I due magistrati mi hanno invitato, visto che in due diverse intercettazioni telefoniche si fa il mio nome, prima da due giocatori e poi da uno scommettitore. I due giocatori dicono: questa cosa non succederà mai perché Di Canio farebbe un macello, quindi, questa cosa non potrebbe mai accadere". Quindi Di Canio rivela il contenuto di un'altra intercettazione: "Non si fa più niente - racconta il giocatore - perché quel fascista bastardo di Di Canio non farà mai questa cosa...". La conclusione è quindi positiva e il giocatore afferma con orgoglio: "Sono un po' infastidito perché ho fatto mille chilometri, però, ne esce fuori che sono un incorruttibile e questo è un complimento".
