All'indomani della sconfitta nel derby, l'Inter piange la scomparsa di Gianni Invernizzi, classe 1931, deceduto dopo una lunga degenza al Policlino di Milano nel pomeriggio di lunedì. Da allenatore ha regalato uno scudetto ai nerazzurri, quello del '70/'71, conquistato dopo una grande rimonta su Napoli e Milan, grazie a 23 risultati utili consecutivi, record resistito fino a qualche settimana fa, quando Mancini lo ha superato.
Un pezzo della storia nerazzurra si è spento al Policlino di Milano: Gianni Invernizzi, condottiero della squadra che vinse l'11° scudetto nella storia nerazzurra, se ne è andato all'età di 74 anni dopo aver scritto una pagina importante della storia del club di Via Durini. Una carriera all'Inter, prima come calciatore, poi come tecnico e alla fine come osservatore quella del mitico "Robbiolina", come era stato soprannominato da amici e giornalisti.
Il suo capolavoro lo ottenne come tecnico, quando nella stagione '70/'71 subentrò a Heriberto Herrera e guidò l'Inter in un'incredibile rimonta che fruttò lo scudetto. Dopo la vittoria contro il Torino e il ko di Napoli, la classifica dice che i partenopei sono avanti di sette punti e il Milan di sei. L'Inter, contro ogni pronostico, infila 23 risultati utili consecutivi (record battuto quest'anno solo dalla squadra di Roberto Mancini), raggiunge e sorpassa il Napoli di Chiappella e il Milan di Rocco. L'anno seguente la sua Inter raggiunse la finale di Coppa Campioni di Rotterdam, persa contro l'Ajax di Cruyff per 2-0.
