Il superG dei Mondiali di sci di Bormio ha portato alla ribalta due volti femminili: Lucia Recchia (argento) e Nadia Fanchini (4° posto). Entrambe amanti della velocità e del pericolo, hanno in comune anche un carattere singolare: la prima, che in carriera ha riportato quattro commozioni cerebrali in seguito a delle cadute, è aiutata dallo psicologo Giorgio Rocca; la seconda prima delle gare sviene a causa della tensione: a Bormio ben 5 volte.
Una sensibilità tutta particolare, che pare annidarsi in campionesse in erba capaci di grandi exploit ed eccessi. E' questo ad accomunare le due stelle nascenti dello sci azzurro, Lucia Recchia e Nadia Fanchini. "Ma non è la prima volta che sbatto la testa".Con queste parole Lucia Recchia ricorda la caduta che il 30 dicembre scorso ha rischiato di mettere in forse la sua partecipazione ai Mondiali. Che non fosse la prima volta è lei stessa a spiegarlo: "Mi è già successo sei volte, due in Cile, e avevo nascosto le radiografie a mio padre che però qualche tempo dopo le ha scoperte. Le cadute non mi hanno mai condizionato - aggiunge - e invece adesso questo argento ai Mondiali mi carica, mi dà sicurezza". Una sicurezza che lae sa dare anche lo psicologo che sta dietro ai successi anche di Giorgio Rocca. "Non riuscivo in gara ad avere lo stesso rendimento dell'allenamento, così su suggerimento del mio fidanzatomi sono rivolta ad uno psicologo, Beppe Vercelli, lo stesso che collabora con Rocca. Mi ha aiutato molto". Un aiuto che ha dato i suoi frutti, "instradando" una testa calda come quella di Lucia Recchia ma mantenendo però la sua voglia di rischiare e non avere mai paura. Quella paura che invece pare avere Nadia Fanchini, solo 18 anni, che ha raggiunto un grandissimo quarto posto ma finora era famosa nell'ambiente azzurro più per i suoi svenimenti prima delle gare che per i risultati. Come potrebbe essere diversamente, per una ragazzina che prima di partire e dopo aver fatto ritorno in casa dorme con la madre per avere più sicurezza. Prima del superG mondiale la piccola Nadia di svenimenti ne ha collezionati addirittura cinque... "Ormai le diciamo che deve mettere il casco anche in camera..." ha scherzato Richard Pramotton, ex sciatore adesso nello staff di allenatori delle gigantiste. Quel che è certo è che dietro i successi di queste due ragazze su cela un carattere particolare quella sensibilità e sottile follia che riserva momenti difficili, ma anche grandissime gioie.
