Ministro Interni Polonia: "I tifosi laziali sono dei banditi"
Duro attacco di Sienkiewicz: "La legge è uguale per tutti". L'eurodeputato Fidanza: "Dichiarazioni vergognose, italiani tenuti in condizioni indegne di un Paese civile"
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Non c'è pace per i tifosi laziali trattenuti a Varsavia e per i loro parenti. Dopo i segnali distensivi arrivati in mattinata dal Primo ministro polacco, Donald Tusk, il ministro degli Interni, Barlomiej Sinkiewicz, ha fatto una brusca marcia indietro: "Comprendo il dolore dei familiari dei tifosi laziali arrestati in Polonia, ma la verità è che una parte di loro si trova a Varsavia per assistere i propri figli banditi". Questa la dichiarazione rilasciata alla tv polacca dal ministro, che ha tenuto a sottolineare che "la legge è uguale per tutti, sia per i polacchi sia per gli stranieri".
L'eurodeputato Fidanza: incarcerati sul niente - "Sono dichiarazioni vergognose. A fronte di 4-5 tifosi che pare abbiano lanciato oggetti contro le forze dell'ordine sono state arrestate 150 persone, tenute per giorni in condizione di privazione indegne di un Paese civile". Questa la reazione alle dichiarazioni del ministro di Varsavia del deputato europeo Carlo Fidanza (Fratelli d'Italia) che mercoledì si è recato a Varsavia per incontrare i tifosi laziali e verificare in quali condizioni siano detenuti. Fidanza racconta che, con il collega Scurria, "siamo stati autorizzati a vedere due tifosi a testa, tra quelli in attesa di giudizio, non i due già condannati per direttissima. Stanno complessivamente bene, certamente meglio dei primissimi giorni, quando nei commissariati sono stati sottoposti a trattamenti indegni di un Paese civile: due giorni e passa in manette, senza acqua, con scarsissimo cibo, senza avvocato e senza possibilità di contattare nessuno fuori".
"I condannati per direttissima sono stati indotti a patteggiare firmando un foglio in polacco - ha continuato Fidanza - senza nemmeno un traduttore, facendo loro credere che avendo patteggiato sarebbero stati presto scarcerati. I 12 in attesa di giudizio per il reato di adunata sediziosa hanno potuto vedere avvocato e parenti soltanto martedì pomeriggio e sono ancora in attesa di poter visionare i fascicoli e verificare quali prove ci siano a loro carico. Quando parla di teppisti, il Ministro farebbe bene a occuparsi dei teppisti polacchi che in occasione della gara di andata hanno assaltato ubriachi l'Altare della Patria e il Colosseo".
Letta preme per accelerare i tempi - Al termine della bilaterale con il primo ministro polacco Donald Tusk, che lo aveva rassicurato promettendogli che avrebbe fatto "un appello al procuratore generale e al ministro della Giustizia affinché seguano personalmente la vicenda al fine di evitare lungaggini", il presidente del Consiglio Enrico Letta si è recato all'ambasciata italiana a Varsavia. Qui il premier ha incontrato i familiari dei tifosi laziali arrestati e, dopo aver salutato i parenti dei 22 supporter, ha avuto un colloquio con una delegazione per discutere di quanto sta succedendo e trovare al più presto una soluzione.
