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Milan, il trionfo parte da Kaka'

Maldini, una bandiera immortale

08 Mag 2004 - 17:03

Kakà 9 - Il 22enne brasiliano ha aperto con uno scudetto il suo ciclo milanista, che, mettendo in conto l'imponderabilità del calcio, è facile prevedere lungo e luminoso. Arrivato per sostituire Rivaldo, ha portato al Diavolo gol, assist, imprevedibilità e talento, tutto quello che l' "Extraterrestre" non ha mai fatto nemmeno intravvedere. E' l'uomo che ha cambiato il Milan rendendolo a tratto quello dei "meravigliosi". Perle della sua stagione i gol realizzati all'Empoli all'andata e nel derby di ritorno.

Shevchenko 8,5 - Malignamente si potrebbe insinuare che ci sono volute le disgrazie di Inzaghi per rivedere il vero Shevchenko, quello decisivo e implacabile dei primi due anni milanisti. Da solo o con Tomasson è riuscito a segnare e, soprattutto, a giocare per la squadra lasciando nel cassetto gli egoismi che spesso, in passato, lo avevano contraddistinto. Tra le tante reti, da ricordare la doppietta sul campo della Roma e la zuccata che al 97' ha evitato al Milan la sconfitta col Chievo.

Pirlo 8,5 - Per il "genietto" del centrocampo è stata la stagione della definitiva affermazione. Cervello, metronomo, interditore e, novità assoluta, anche cecchino dalla distanza, il tutto senza cali di intensità nemmeno nel momento peggiore dei rossoneri. Pelè l'ha definito il più forte centrocampista del mondo: se non è vero, poco ci manca.

Seedorf  8,5 - Mai così costante di rendimento nel campionato italiano, ha assicurato anche i gol e gli assist nei match decisivi, basti ricordare le reti a Inter e Juventus e i passaggi-gol per Shevchenko e Ambrosini contro Roma e Lazio. Ha raggiunto la definitiva maturità tecnica e atletica.

Tomasson 8,5 - Ha sopperito con 10 gol e con tanti altri contributi (basti ricordare il contestato rigore procurato contro l'Empoli) alla perdurante assenza di Inzaghi. Giocatore intelligentissimo sia in campo che fuori, dove non ha mai protestato per le esclusioni nonostante mai come stavolta avesse avuto buone ragioni per farlo.

Maldini 8 - Cosa si può aggiungere a tutto ciò che si sa sul capitano rossonero? Solo il settimo scudetto personale e una stagione vissuta come leader e protagonista assoluto. Gli si può imputare solo un piccolo passaggio a vuoto a cavallo di La Coruna, per il resto è stato il pilastro di una difesa assai poco battuta.

Pancaro 8 - Insieme a Tomasson è stato la vera sorpresa della stagione: arrivato dalla Lazio a mo' di "giroconto" per il passaggio di Albertini, è rifiorito a Milanello ed ha dato un senso alla fascia sinistra del Milan, da anni associata all'incostanza di Serginho.

Cafu 8 - Vedi Pancaro, anche se da un campione del mondo era lecito aspettarsi una stagione ad alto rendimento. Partito in mezzo a molte perplessità per il ritorno al ruolo di difensore esterno, ha zittito tutti crescendo costantemente e riuscendo a risultare affidabile anche in retroguardia.

Costacurta 7,5 - Festeggia i 38 anni con il settimo scudetto personale e con la consapevolezza di avere svolto in maniera perfetta il ruolo di prima riserva della difesa. Centrale, laterale destro o sinistro: "Billy", come dice Galliani, è davvero un professore della difesa. E se mantiene questa condizione, non è davvero il caso che continui almeno per un'altra stagione.

Dida 7,5 - Ha riservato l'unica, fisiologica serataccia alla Champions League, in campionato non ha sbagliato nulla confermandosi portiere ideale per una squadra di altissimo livello: il Milan subisce poco, ma quando la difesa stecca lui c'è sempre.

Gattuso 7,5 - Eccezionale il suo avvio di stagione, "Ringhio" è stato davvero fondamentale per consentire al trio Pirlo-Seedorf-Kakà di esprimere al massimo il suo potenziale tecnico. Un po' in calo nel finale di stagione, ma non può essere comunque intaccata la sua importanza in questa squadra.

Ambrosini 7,5 - Da due anni ha spazi col contagocce, ma quando viene chiamato in causa riesce sempre a contribuire in maniera importante se non decisiva: il pesantissimo gol alla Lazio e l'impatto avuto nel delicatissimo match interno con l'Empoli fotografano alla perfezione quanto questo giocatore rappresenti insieme a Tomasson e Costacurta l'unica, vera grande risorsa di cui dispone il Milan fuori dall'undici titolare.
Nesta 7 - Una stagione costante, regolare, contrassegnata da qualche infortunio muscolare di troppo. Ma la solidità della terza linea rossonera passa sempre dalla sua affidabilità e dalla sua classe.

Rui Costa 6,5 - Definitivamente spodestato da Kakà, è stato umile e intelligente facendosi da parte senza troppo clamore. Quando è stato tirato in ballo da Ancelotti, ha cercato di offrire materia grigia e tecnica, ma appare ormai inadeguato nelle gare giocate ad alti ritmi. Almeno è riuscito a segnare i suoi primi gol in campionato con la maglia rossonera.

Inzaghi non giudicabile - Il campionato di Superpippo, eroe del Milan campione d'Europa, è praticamente finito alla terza giornata, quando un duro scontro con il portiere perugino Kalac ha interrotto bruscamente il suo cammino verso la forma migliore. Da lì in poi, uno stillicidio di problemi muscolari e articolari che ne ha pesantemente limitato il rendimento e, soprattutto, gli ha tolto la tranquillità, come dimostrano alcuni errori sottoporta inediti per un cannoniere della sua razza.

Abbiati, Simic, Laursen, Kaladze, Serginho, Brocchi, Redondo, Borriello, Fiori non sono giudicabili per l'impiego limitato e, conseguentemente.