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Gli italiani sfidano Armstrong

Garzelli e Simoni pronti al Tour

07 Mag 2004 - 06:08

Gilberto Simoni e Stefano Garzelli, i due principali protagonisti dell'ultimo Giro d'Italia, contano di essere tra i primi anche alla Grande Boucle, che scatta sabato da Parigi. "Uno che ha vinto il Giro potrebbe sedersi sugli allori - dice il trentino - ma a me piacciono le sfide. Sogno l'Alpe d'Huez, e punto sulla cronosquadre". Il varesino spera in un'alleanza tra i due. "Sarebbe bello unirsi per combattere insieme contro Armstrong".

La maglia rosa non sembra affatto decisa ad accontentarsi del successo al Giro. "Il Tour è una corsa che mi stimola - ha dichiarato al Corriere della Sera - che voglio vivere alla giornata anche se, durante le ricognizioni che ho fatto insieme con Martinello, Di Luca, Sacchi e Pugaci qualche idea me la sono fatta. Importanti sono la cronosquadre e l’arrivo in vetta all’Alpe d’Huez, due tappe che possono dare una precisa impronta al Tour. Per quanto mi riguarda, confido molto sulla cronosquadre, perché quest’anno abbiamo dimostrato di essere i numeri uno e quindi dobbiamo sfruttare questa nostra capacità".
Ma battere Armstrong sarà tutt'altro che un'impresa facile, e questo Simoni lo sa bene. "So che ci troviamo di fronte un Tour duro, difficile; essendo l’edizione del Centenario ci sarà da scannarsi per conquistare traguardi intermedi e per intascare le tappe. Armstrong resta il grande favorito perché lui ha un modo tutto suo di concepire il ciclismo. A lui interessa solo il Tour, si allena e corre solo in funzione di questo traguardo. Io sono fatto in maniera diversa, ci vuole coraggio per affrontare la corsa francese dopo il Giro. Ebbene, questo coraggio io ce l’ho". Garzelli ipotizza un'alleanza, ma il trentino non sembra essere molto d'accordo. "Ci sono anche Ullrich e Beloki. E il tedesco vorrà lanciare l’ennesima sfida ad Armstrong".

Anche Stefano Garzelli è convinto di potere fare molto bene, ma riconosce che il rivale principale non mollerà di un centimetro, nella caccia al quinto successo consecutivo. "Nella mia testa c'è il podio, e sono convinto di poter fare bene, se la salute mi assiste. Ma so anche che il gradino più alto è già prenotato, e da quattro anni è così. Ho paura che Armstrong sarà ancora troppo più forte di tutti, ma staccare un po' la spina dopo il Giro e ritirarmi subito al Catalogna mi ha fatto bene".
Le condizioni del varesino non sono ottimali. "Ho subito un'infiammazione, e da lunedì prendo antibiotici sperando di arrivare all'inizio del Tour pronto al 100%. Voglio essere al meglio per la seconda settimana, quando la corsa entrerà nel vivo. Mi sono preparato molto in salita, che negli ultimi tempi avevo un po' trascurato".