In alto mare il caso del Paternò
Non è avvenuta conciliazione con Figc
Ancora irrisolto il caso del Paternò, decisivo anche per il Catania. L'attesa conciliazione non è avvenuta e le parti hanno deciso di incontrarsi l'1 di luglio. "La Figc - è spiegato nella memoria dell'avv. Galavotti - ritiene che la controversia, pur apprezzando il comportamento del Paternò che ha proposto l'istanza nell'ambito dell'ordinamento sportivo, non sia conciliabile, perché in questa istanza si riflettono le posizioni di altre società".
Il Paternò però non ha apprezzato molto l'atteggiamento dei rappresentanti federali e nonostante abbia chiesto il rinvio al termine dell'incontro ha alzato i toni. "La Federcalcio si è mostrata arrogante - ha attaccato il segretario del club siciliano Giorgio Borbone - ho sentito cose allucinanti. La Figc afferma sul giudizio della corte federale e per questo credo che non ne usciremo".
Il dirigente del Paternò si è poi appellato all'intervento delle istituzioni sportive chiamando in causa il presidente del Coni Gianni Petrucci: "Solo Petrucci può intervenire - continua Borbone - perché la Figc non riconosce nemmeno il ruolo della camera arbitrale". Il Paternò ha deciso sostanzialmente il rinvio della riunione in attesa che la giunta Coni intervenga in modo definitivo sul caso Catania e quindi faccia luce anche su quello del Paternò stesso. I rappresentanti del Paternò sono fiduciosi che martedì prossimo la conciliazione possa avvenire, ma nel caso in cui la Figc fosse ancora ferma sulle sue posizioni si passerebbe all'arbitrato. L'eventuale sentenza degli arbitri sarebbe inappellabile.
