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Urbani:"No a blocco retrocessioni"

"Lo sport risolva il Caso Catania"

07 Mag 2004 - 04:30

"Non intaccare l'autonomia dello sport e il suo ordinamento". E' questo il pensiero di Giuliano Urbani a proposito del Caso Catania per dirimere il quale è stato nominato Commissario ad acta dal Tar: "Le istituzioni sportive non devono litigare e la questione va risolta sul piano giuridico, rispettando ruoli e sfere di competenza. Ciò premesso non capisco francamente perchè si dovrebbero bloccare retrocessioni regolarmente sancite dal campo".

"I principi etici e normativi su cui si regge il sistema sportivo vanno difesi - prosegue - In merito al caso in questione, in base a ciò che risulta finora il caso Catania sembra costituire una vicenda a sè, da risolvere sul piano giuridico, rispettando ruoli e sfere di competenza. Comunque vada, l'importante è che non intacchi l'autonomia dello sport ed il suo ordinamento, posto che il problema nasce da sentenze diverse di suoi organismi giuridici. Se ne discute, semmai, la legittimità".

Sugli esiti del caso il Ministro vorrebbe che la decisione finale restasse nell'ambito sportivo: "Non capisco francamente perchè si dovrebbero bloccare le retrocessioni regolarmente sancite dal campo, perchè si dovrebbero anticipare riforme già calendarizzate, perchè si dovrebbero vanificare gli esiti dei campionati e ledere i diritti, anche economici, di chi si è conquistato la permanenza in essi. Soprattutto non capisco perchè si dovrebbero demolire i principi etici e normativi su cui si regge il sistema sportivo, annullandone la credibilità. Perchè  partecipare a una sfida, lottare per raggiungere un traguardo, se poi chi perde viene riammesso in base a qualche escamotage improvvisato a tavolino?".

Infine l'invito alla concordia per gli organismi sportivi: "Dovrebbe essere evidente che la litigiosità con cui si affrontano le istituzioni sportive finisce per indebolirle e favorire questo clima di rivendicazioni, questo scarso rispetto per le norme. Evitare questo rischio rappresenta un dovere per chiunque. A cominciare proprio da chi più tiene al prestigio e alla credibilità dell'autogoverno sportivo".