L'Inter sempre più in rosso
Un altro pesante disavanzo
Giornata importante, quella di martedì, per il futuro dell'Inter. E' previsto infatti un vertice tra il presidente Massimo Moratti e il suo quasi omonimo Massimo Moretti, d.g. della squadra. Oltre al futuro di Cuper, che il patron nerazzurro sembra deciso a riconfermare, si parlerà del bilancio della società, che dopo il pesante passivo dell'anno scorso, più di 94 milioni di euro, deve affrontare un altro "buco", stavolta di 100 milioni.
Eppure, nell'ultima stagione i tifosi nerazzurri hanno affollato gli spalti come nessun'altra tifoseria italiana. Non è servito, però, ad evitare che per la terza stagione consecutiva, le uscite della società di via Durini fossero nettamente superiori alle entrate. Per far fronte all'emergenza economica, già due volte Moratti ha provveduto ad aumentare il capitale sociale, e un terzo aumento è previsto nel prossimo bilancio, che sarà posto all'esame dei soci all'assemblea di ottobre. Ovviamente, il futuro prossimo dell'Inter difficilmente porterà a nuovi ingaggi di grossa entità. Più facile che si affidino a scambi, e nel mirino di Cuper sembrano essere Van der Meyde e Kily Gonzales, che potrebbero essere arrivare a Milano in cambio di alcuni giocatori attualmente nella rosa dell'Inter.
Uno dei motivi di questa crisi economica è l'effetto "ritardato" degli enormi investimenti fatti per l'acquisto di Vieri e di Ronaldo, soprattutto del primo, che se non fosse stato per la fiducia delle banche nei confronti del presidente avrebbe cacciato la società nerazzurra in una profonda crisi, dalla quale sarebbe stato difficile venire fuori. In tutto, l'Inter è uscita con una situazione di disavanzo da sette delle ultime otto campagne acquisti; soltanto nel caso dell'estate 2002 la società è stata costretta a tirare il freno sulle spese.
Il pesante stato patrimoniale della società potrebbe influire anche sulla scelta del tecnico. Sotto la guida di Cuper la squadra è apparsa sempre piuttosto unita, sempre mai grosse fratture o contestazioni, e la situazione economica, che sconsiglia nuovi investimenti rischiosi, sarebbe un motivo in più verso la riconferma del tecnico, che da tre stagioni è alla guida dei nerazzurri.
