sport

Simoni: "Si realizza un sogno"

"Giro grandissimo per me e la squadra"

07 Mag 2004 - 01:03

Gilberto Simoni è felicissimo e dopo la consacrazione di Milano fatica a raccontare le sue emozioni. "Non so più cosa dire - ha raccontato dopo la cronometro il corridore della Saeco attorniato dai suoi compagni di squadra - E' stato un Giro grandissimo, per Simoni, per tutta la squadra. Devo dire grazie a tutti. Arrivare a Milano per primo è il realizzarsi di un sogno. E' stata dura, ma penso davvero di essermi meritato questa vittoria".

Anche Serhiy Honchar, che ha vinto la 21ma ed ultima tappa del Giro 2003, è il ritratto della felicità: "Vinco a crono dopo 3 anni, questa è una bella botta, la squadra è molto contenta, il mio allenatore si è messo addirittura a piangere. Sono stati fatti tanti sacrifici".
Stefano Garzelli ha terminato le sue fatiche in questo Giro d'Italia, e l'ha fatto mantenendo il secondo posto a spese di Popovich: "Sono contento è stato un Giro duro ma non volevo perdere il secondo posto. Anche lui è andato fortissimo, ma io ho dato tutto. Credo di essermi superato". Per Marco Pantani questo è stato un Giro d'Italia "piacevole". Una parola strana in bocca a un atleta abituato a soffrire come quello di Cesenatico. Che subito si affretta a spiegare: "Credo che il fatto che questo Giro mi sia piaciuto sia perché non sono successe cose che non fanno parte di questo mondo e quindi ho vissuto la corsa cercando di dare il massimo". Riguardo al Tour: "Non mi hanno invitato, ma cercherò di esserci in ogni modo".

A proposito di Tour de France, Alessandro Petacchi, ritiratosi lo scorso 29 maggio dopo aver vinto sei tappe, è si è presentato a Milano in piazza Duomo dove era situato l'arrivo dell'ultima tappa. "Sono qui perchè questo per me è stato un grande Giro, e il premio che devo ricevere mi rende molto felice. E' bello che ci si ricordi di me" ha detto. La sua stagione potrebbe proseguire con una corsa ancora più importante: "Si, stiamo discutendo se fare il Tour. Per ora è un 'ni', io vorrei essere presente perchè un corridore che vince al Giro e al Tour è un corridore straordinario".