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Lazio,Mancini glissa sul suo futuro

"Ne parlerò solo a fine campionato"

06 Mag 2004 - 23:30

"Di contratto non parlo, aspettiamo la fine del campionato anche perchè abbiamo ancora una partita importante". Alla vigilia del match con l'Udinese, Roberto Mancini ha evitato così qualsiasi riferimento al rinnovo del suo contratto, ridando tuttavia corpo ai molteplici dubbi circa il suo futuro. "Chiarirò la faccenda settimana prossima, ora non è il momento: parlerò con Baraldi e troveremo una soluzione. Il viaggio a Milano? Motivi personali".

"Su di me sono state scritte solo inesattezze, senza logica, prive di fondamento. C'è un campionato da onorare fino all'ultima giornata, non voglio affrontare altre questioni: lunedì parlerò con Baraldi, ora penso solo alla gara di Udine. Ero a Milano per motivi personali, la società ne era al corrente quindi la questione è chiusa". E' un Roberto Mancini deciso e scuro in volto quello che ha esordito in sala stampa nella tradizionale conferenza pre-gara. Le voci dei giorni scorsi, i continui riferimenti a suoi presunti incontri con Moratti e le illazioni circa il suo mancato rinnovo contrattuale hanno evidentemente stancato il tecnico laziale. Tutto è rimandato a settimana prossima. Si, proprio tutto. Perchè dietro la non celata rabbia, può starci ogni cosa. Mancini ha smentito di aver incontrato il presidente dell'Inter, ma non ha affatto chiuso la porta all'eventualità di cambiare aria. Ha solo precisato che "questo non è il momento". Nulla più.
Questo, evidentemente, è l'ora per concentrarsi sull'ultimo impegno di campionato. E difatti, il tecnico biancoceleste cambia volto ed umore quando si mette a parlare della partita con l'Udinese e della stagione dei suoi.
"Dovevamo sparire ed invece eccoci qua, quarti in campionato, usciti solo nelle semifinali di entrambe le coppe, tutto grazie ai giocatori ed i tifosi: semplicemente straordinari. La differenza in questa stagione l'hanno fatta l'orgoglio e la forza interiore di questi ragazzi che hanno stretto i denti per tutta la stagione dimostrando una maturità invidiabile: posso ritenermi soddisfatto per il lavoro che abbiamo svolto finora".

Ma cosa è mancato alla Lazio per camminare fino alla fine a braccetto con la Juventus? "Penso - ha risposto il Mancio - che 70 punti potevamo farli tranquillamente: siamo a sole 9 lunghezze dalla Juve, avendo colpito 24 pali, sbagliato 3 rigori decisivi e avendo subito delle rimonte scellerate. Inoltre nel mese di febbraio in cui c'è stato un certo calo fisico della squadra non abbiamo vinto partite alla nostra portata però rimane la soddisfazione per il gioco che abbiamo espresso per lunghi tratti della stagione". Stesso discorso anche per la coppa, vinta proprio dal Porto, la squadra che ha eliminato i capitolini "Sono convinto che potevamo vincerla, abbiamo sbagliato solo una gara eppure si è rivelata fatale per la qualificazione. In quella partita si sono concentrate una serie di circostanze negative ed errori che hanno compromesso il nostro cammino nella competizione".