Ronaldo pregusta la rivincita
"In Champions voglio battere Cuper"
Martedì sera in Champions la Juve farà visita al Real di Ronaldo. Il brasiliano vuole prendersi la rivincita con i bianconeri: "Finalmente incontro la Juve: i due scudetti persi contro di loro mi sono rimasti sullo stomaco" ha detto a 'La Gazzetta'. Ma il pensiero va anche all'eventuale finale: "Voglio incontrare l'Inter, perchè i tifosi nerazzurri lo meriterebbero e perchè, se Cuper perdesse, dimostrerei che Moratti ha sbagliato a scegliere lui".
C'è sempre Hector Cuper nei pensieri di Ronaldo. Le parole del brasiliano sono tutt'altro che tenere: "Voglio arrivare in finale con l'Inter anche per dimostrare che qualcuno ha sbagliato. Se la storia di quell'allenatore che ha perso due finali si dovesse ripetere un'altra volta, probabilmente si capirebbe definitivamente che la scorsa estate è stata fatta una scelta sbagliata. E a quel punto mi dispiacerebbe solo per Moratti, per i tifosi dell'Inter e per i miei ex compagni". Nessuna pietà invece per Cuper. Nemmeno un pensiero per il tecnico con il quale probabilmente, se si dovessero incontrare al ristorante, non scambierebbe nemmeno un saluto. Nei pensieri di Ronaldo c'è invece l'ex compagno di reparto Bobo Vieri: "A lui do appuntamento in finale: l'ho sentito qualche giorno fa e ho capito che, se l'Inter ci sarà , farà di tutto per esserci anche lui".
Per quel che riguarda la Juventus, ovvio rivangare l'episodio del 1998, quella maledetta partita di Torino nella quale gli fu negato da Caccarini un rigore che pareva sacrosanto. Allora Ronado disse che si sentiva derubato. "Allora potevo dirlo, giocavo in Italia ed avevo subito un torto. Ora non vivo più dentro quella realtà e posso solo dire che la Juve mi pare nettamente più forte degli altri e non perché è stata aiutata". In chiave Champions: "Credo che ai bianconeri mancherà l'esperienza di uno come Montero, mentre le altre assenze, di Davids e Tacchinardi, non credo che saranno determinanti". Del Piero avversario più pericoloso? "Probabilmente sì, ma ho imparato una cosa: la Juve non è uno solo, ma un collettivo vero".
